Cos'è l'E-1

Il visto E-1, anche noto come treaty trader, è un visto non immigrante riservato a cittadini di paesi che hanno con gli Stati Uniti un trattato di commercio e navigazione. Permette al titolare e ad alcuni suoi dipendenti chiave di entrare e lavorare negli Stati Uniti per gestire o sviluppare un commercio sostanziale tra il paese del trattato e l'America.

L'E-1 è uno dei visti più flessibili dell'arsenale americano: non ha quote annuali, può essere rinnovato indefinitamente fintanto che il commercio resta sostanziale, e ammette il lavoro a tempo pieno per il titolare. È, però, un visto di nicchia: serve un volume di scambi reale, ricorrente, in larga parte tra i due paesi.

Il trattato Italia–USA

L'Italia e gli Stati Uniti hanno firmato il Treaty of Friendship, Commerce and Navigation del 2 febbraio 1948, ratificato dal Senato statunitense ed entrato in vigore il 26 luglio 1949. Il trattato è ancora pienamente operativo e conferisce ai cittadini italiani il diritto di richiedere visti E-1 ed E-2 alle stesse condizioni dei cittadini di altri paesi-trattato.

Commercio sostanziale e principale

Il «commercio» rilevante è lo scambio internazionale di beni, servizi, tecnologie, bancario, assicurativo, di trasporto o di consulenza. La giurisprudenza dei consolati e l'AAO esigono due qualificazioni: che sia sostanziale per volume, frequenza e continuità (numerose transazioni di valore complessivo significativo, non un singolo grande contratto isolato), e che sia principalmente tra l'Italia e gli Stati Uniti — cioè che oltre il 50% del fatturato derivi da scambi tra i due paesi.

Una piccola società di import che acquista vino e olio italiano e li distribuisce a ristoranti americani, con un fatturato annuale ragionevole e contratti stabili con almeno alcuni fornitori e clienti, è un caso classico di treaty trader. Lo è anche una software house italiana che fornisce servizi a clienti USA dietro compenso ricorrente, purché possa documentare un volume di transazioni qualificate. Non lo è invece, tipicamente, una società che effettua un singolo grande affare ogni due anni.

Nazionalità dell'impresa

L'impresa che impiega il treaty trader deve avere la stessa nazionalità del trattato: per gli italiani significa che almeno il 50% della società deve essere posseduta direttamente o indirettamente da cittadini italiani che non siano residenti permanenti USA. Una società americana posseduta in maggioranza da italiani non residenti soddisfa il requisito; una società americana posseduta al 49% da italiani non residenti e al 51% da americani non lo soddisfa.

Dipendenti del trader

Oltre all'imprenditore titolare, l'E-1 può essere richiesto anche per dipendenti dell'impresa che svolgono mansioni di executive o supervisor o che hanno essential skills per l'attività. La prassi consolare distingue con cura tra dipendenti chiave (ammessi) e personale ordinario (per il quale serve un altro visto, tipicamente H-1B, L o O). Il dipendente deve avere la stessa nazionalità della società.

Procedura: consolato vs USCIS

L'E-1 si richiede di norma direttamente al consolato competente con il modulo DS-160 e un dossier specifico (modulo DS-156E + documentazione societaria). I consolati italiani hanno tradizionalmente unità dedicate alle pratiche E. La procedura USCIS via I-129 è disponibile per chi è già negli Stati Uniti con altro status e vuole convertirsi: è meno usata e tende a essere più lenta.

Il dossier consolare include: visura camerale o equivalente; bilanci degli ultimi tre esercizi; elenco dettagliato delle transazioni Italia–USA; copie di fatture, bolle, contratti, lettere di credito; descrizione delle mansioni del candidato; CV e contratto di lavoro. La completezza del dossier è correlata al rilascio: i consolati italiani in particolare valutano in modo analitico il commercio dichiarato.

Durata e rinnovi

Il visto E-1 viene tipicamente rilasciato come multiple-entry per cinque anni ai cittadini italiani (la durata massima dipende dalla reciprocità del trattato). All'ingresso, il CBP concede un I-94 con permanenza fino a due anni, rinnovabile a ogni nuovo ingresso. Il visto può essere rinnovato indefinitamente in consolato, fintanto che il commercio resta sostanziale.

Coniuge e figli

Il coniuge del titolare E-1 riceve un visto E-1 dipendente. Dal 2022 il coniuge è automaticamente autorizzato a lavorare con il proprio I-94 (la dicitura E-1S basta, senza più bisogno di EAD separato). I figli sotto i 21 anni non sposati possono accompagnare i genitori e frequentare la scuola, ma non possono lavorare; al compimento dei 21 anni perdono lo status dipendente e devono cercare altro visto, spesso F-1.

Ritardi USCIS e rimedi: il writ of mandamus

I tempi di lavorazione USCIS pubblicati sono medie statistiche: una quota non trascurabile di pratiche eccede sensibilmente questi tempi senza motivi sostanziali. Quando una pratica resta pendente oltre il doppio del tempo medio del proprio Service Center, esistono rimedi legali per forzare una decisione. Il principale è il writ of mandamus, un'azione federale che chiede al giudice di ordinare a USCIS di emettere una decisione (non di approvarla, ma di deciderla) in tempi ragionevoli.

Per le pratiche di green card pendenti da molti mesi oltre la norma, il mandamus è uno strumento mirato: dal deposito al provvedimento giudiziale passano tipicamente 60-120 giorni e, nella grande maggioranza dei casi, USCIS decide la pratica prima della pronuncia formale del giudice. È particolarmente utile quando i normali strumenti (case inquiry, e-Request, intervento dell'ombudsman, lettera al congressman) non hanno prodotto risultati.