Cos'è il VWP
Il Visa Waiver Program consente ai cittadini di un gruppo di paesi designati — l'Italia è tra i fondatori del programma — di entrare negli Stati Uniti per turismo o affari fino a 90 giorni senza richiedere un visto. Non è un'assenza di controlli: è un controllo spostato a monte, online, attraverso l'ESTA.
L'ESTA: autorizzazione, non visto
L'ESTA (Electronic System for Travel Authorization) è l'autorizzazione elettronica che sostituisce il visto per chi viaggia nel VWP. Si richiede online sul sito ufficiale CBP prima della partenza — è consigliato farlo con almeno 72 ore di anticipo — fornendo dati del passaporto, recapiti e alcune domande di ammissibilità. Una volta concessa, l'ESTA è generalmente valida due anni (o fino alla scadenza del passaporto, se anteriore) e copre ingressi multipli. La tariffa dell'ESTA è stata aggiornata al rialzo nel 2025; conviene verificare l'importo corrente sul sito ufficiale al momento della domanda, e diffidare dei siti intermediari che applicano sovrapprezzi.
Cosa permette e cosa no
Il VWP copre le stesse finalità dei visti B-1 (affari: riunioni, fiere, trattative, formazione breve) e B-2 (turismo, visite a familiari, cure mediche). Non consente di lavorare per un datore statunitense, studiare in un programma accademico a tempo pieno, esercitare attività retribuita o stabilirsi. Esattamente come per il visto B, svolgere attività non consentite con un ingresso VWP è una violazione di status con conseguenze durature.
La regola dei 90 giorni
L'ingresso VWP concede un massimo di 90 giorni, e questo è uno dei suoi limiti più rigidi: a differenza del visto B-2, il periodo non è prorogabile e, salvo eccezioni molto ristrette, non consente cambi di status dall'interno degli Stati Uniti. Chi entra con ESTA e poi desidera restare oltre i 90 giorni, studiare o lavorare, deve di norma uscire dal paese e richiedere il visto appropriato dal consolato. Brevi viaggi in Canada, Messico o isole caraibiche durante il soggiorno non «azzerano» il conteggio dei 90 giorni.
Quando il VWP non è disponibile
Alcune categorie di viaggiatori italiani non possono usare il VWP e devono richiedere un visto, anche solo per turismo. Tra i casi più frequenti: chi ha visitato (o è doppio cittadino di) determinati paesi indicati dalla legge statunitense — in particolare a seguito dei viaggi a partire dal 2011 in Iran, Iraq, Siria, Sudan, Corea del Nord, Libia, Somalia, Yemen, Cuba e altri paesi via via designati; chi ha precedenti penali rilevanti; chi ha subìto un precedente diniego di visto o un respingimento; chi ha superato in passato la durata di un soggiorno autorizzato. In questi casi la strada è il visto consolare B.
Se l'ESTA viene negata
Un diniego ESTA non è un giudizio definitivo di inammissibilità, ma significa che il viaggio nel VWP non è possibile: il rimedio non è insistere con nuove domande ESTA, bensì richiedere un visto B al consolato, dove la posizione viene valutata da un ufficiale con un colloquio. Presentare ripetute domande ESTA dopo un diniego non aiuta e può complicare la successiva richiesta di visto.
Quando serve comunque il visto B
Anche per chi avrebbe diritto al VWP, in alcuni casi il visto B resta preferibile: soggiorni potenzialmente più lunghi di 90 giorni, necessità di poter chiedere proroghe, viaggi con finalità al confine tra le categorie, o storie personali con elementi che meritano di essere chiariti davanti a un ufficiale prima della partenza, anziché alla frontiera. La scelta tra ESTA e visto B non è solo una questione di comodità: è una scelta sul dove si vuole che la propria ammissibilità venga decisa.