Cos'è il visto U
Il visto U è uno strumento creato dal Victims of Trafficking and Violence Protection Act del 2000 per proteggere le vittime di reati gravi che hanno subito abuso fisico o mentale e che collaborano (o intendono collaborare) con le forze dell'ordine, i procuratori o i giudici nell'indagine o nel procedimento. È al tempo stesso protezione umanitaria e strumento di public policy: il governo americano vuole incentivare le vittime di reato a denunciare anche quando si trovano in posizione migratoria fragile.
Chi è una vittima qualificata
La legge elenca i reati qualificanti: abuso domestico, aggressione sessuale, traffico di esseri umani, ostaggio, schiavitù involontaria, prostituzione coatta, mutilazione genitale femminile, abuso di minore, omicidio, tentato omicidio, tortura, falsa testimonianza, ostruzione, e altri reati gravi. Anche essere stato testimone diretto di un reato grave può, in alcuni casi, qualificare se il testimone ha subito danno mentale o fisico documentato.
Il certificato I-918B
Il cuore della pratica è il certificato di collaborazione (modulo I-918 Supplement B), che deve essere firmato da un'autorità qualificata (police department, prosecutor, judge, civil rights agency federale, child protection services). Il certificato attesta che la vittima ha collaborato, sta collaborando o è ragionevolmente attesa collaborare nell'indagine. Senza I-918B la pratica non è proponibile: ottenere il certificato è il passaggio critico, non sempre semplice, soprattutto quando l'indagine è chiusa.
Gli altri requisiti
Aver subito danno fisico o mentale sostanziale; possedere informazioni utili sull'attività criminale; essere ammissibile o aver ottenuto un waiver di inammissibilità (modulo I-192). Il visto U è una delle poche categorie con waiver di inammissibilità ampio, dovuto alla sua natura umanitaria.
Il cap e la lista d'attesa
Il cap è di 10.000 visti U principali per anno. Il volume di pratiche eccede di molto il cap: nel 2026 USCIS gestisce un arretrato di oltre 350.000 pratiche pendenti. Il sistema della waiting list consente di ricevere status di deferred action e un Employment Authorization Document mentre la pratica è in coda — un riconoscimento intermedio che evita ai richiedenti di restare in sospeso per cinque o più anni senza alcuna tutela.
Procedura e EAD
Modulo I-918 con dossier completo: I-918B, prova del danno (referti medici, valutazioni psicologiche, dichiarazioni dettagliate), prove di collaborazione, eventuali waiver. Il deposito è gratuito. La fase di waiting list può durare anni. Approvata la I-918, viene rilasciato lo status U-1 con permesso di lavoro automatico.
Verso la green card
Dopo tre anni continuativi di status U si può presentare la I-485 per adjustment of status. La condizione: aver mantenuto la residenza fisica USA, non aver rifiutato collaborazione richiesta, non aver commesso reati che pregiudicano. Il percorso U → green card è una delle poche vie umanitarie che porta a residenza permanente per chi inizialmente non aveva alcun titolo immigratorio.
Familiari derivati
I familiari della vittima principale possono essere inclusi nella domanda: se la vittima ha meno di 21 anni, possono essere inclusi i genitori, i fratelli minori e i figli; se la vittima ha 21 anni o più, il coniuge e i figli minori. Per i familiari derivati U-2, U-3, U-4, U-5 si rilasciano EAD analoghi a quelli del principale.
Ritardi USCIS e rimedi: il writ of mandamus
I tempi di lavorazione USCIS pubblicati sono medie statistiche: una quota non trascurabile di pratiche eccede sensibilmente questi tempi senza motivi sostanziali. Quando una pratica resta pendente oltre il doppio del tempo medio del proprio Service Center, esistono rimedi legali per forzare una decisione. Il principale è il writ of mandamus, un'azione federale che chiede al giudice di ordinare a USCIS di emettere una decisione (non di approvarla, ma di deciderla) in tempi ragionevoli.
Per le pratiche di green card pendenti da molti mesi oltre la norma, il mandamus è uno strumento mirato: dal deposito al provvedimento giudiziale passano tipicamente 60-120 giorni e, nella grande maggioranza dei casi, USCIS decide la pratica prima della pronuncia formale del giudice. È particolarmente utile quando i normali strumenti (case inquiry, e-Request, intervento dell'ombudsman, lettera al congressman) non hanno prodotto risultati.