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Vivere in Italia · Spiegazione

Aiuto gratuito: patronati, CAF, sportelli, CPIA

Quasi tutto ciò che serve per stare in regola in Italia si può fare senza pagare nessuno: il kit del permesso, la domanda di ricongiungimento, il 730, l'ISEE, la pensione, l'iscrizione ai corsi di italiano. Eppure attorno agli stranieri prospera un mercato di intermediari che fanno pagare moduli gratuiti, appuntamenti che non esistono e «pratiche» che non hanno alcun contenuto. Questa pagina elenca chi aiuta gratis per legge o per convenzione, che cosa fa ciascuno, e i segnali che distinguono un aiuto vero da una truffa.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 10 min

In breve

  1. I patronati (INCA, INAS, ITAL, ACLI, EPASA, ENASC e gli altri riconosciuti dal Ministero del Lavoro) assistono per legge «i singoli cittadini italiani, stranieri e apolidi presenti nel territorio dello Stato» nelle pratiche di sicurezza sociale e di immigrazione (art. 7 L. 152/2001), «indipendentemente dall'adesione dell'interessato all'organizzazione promotrice e a titolo gratuito» (art. 8, comma 2). Compilano e inviano il kit del permesso, le domande di nulla osta e di ricongiungimento, le pratiche INPS e di invalidità, e le domande di cittadinanza.
  2. I CAF (centri di assistenza fiscale) fanno il 730, il modello Redditi, l'ISEE (gratuito), le domande di assegno unico, ADI e bonus; il 730 e il Redditi possono costare qualche decina di euro, spesso gratis per i redditi bassi o gli iscritti al sindacato.
  3. I Comuni hanno sportelli immigrazione o sportelli per la cittadinanza, i servizi sociali, l'anagrafe e le mediazioni; le Prefetture gestiscono lo Sportello unico, il test A2 e i Consigli territoriali per l'immigrazione; le Questure e il numero del Portale Immigrazione danno informazioni sullo stato delle pratiche.
  4. I CPIA (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) offrono corsi gratuiti di italiano dall'alfabetizzazione all'A2 e oltre, con certificazione valida per l'accordo di integrazione e per il permesso di lungo periodo, e la licenza media.
  5. Numeri gratuiti: 800 90 10 10 (UNAR, discriminazioni razziali, lunedì-venerdì 8-17, multilingue), 800 290 290 (antitratta, 24 ore su 24), 1522 (violenza e stalking, 24 ore), 112 (emergenze).
  6. Chi non ha reddito ha diritto all'avvocato gratis per i ricorsi (patrocinio a spese dello Stato). Nessuno può vendere un appuntamento in Questura, un posto nel decreto flussi o un modulo del kit: chi lo fa è un truffatore, e le pagine Truffe del decreto flussi e Trovare un avvocato spiegano come riconoscerlo.

I patronati

La legge 30 marzo 2001, n. 152, definisce i patronati «persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità» (art. 1), promossi dai sindacati e dalle associazioni di lavoratori e finanziati con una quota dei contributi previdenziali. Le loro funzioni comprendono espressamente gli stranieri e l'immigrazione: «esercitano l'attività di informazione, di assistenza e di tutela, anche con poteri di rappresentanza, a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, dei pensionati, dei singoli cittadini italiani, stranieri e apolidi presenti nel territorio dello Stato [...] per il conseguimento in Italia e all'estero delle prestazioni di qualsiasi genere in materia di sicurezza sociale, di immigrazione e emigrazione» (art. 7, comma 1). L'articolo 8 elenca le materie — previdenza, prestazioni sanitarie, «prestazioni di carattere socio-assistenziale, comprese quelle in materia di emigrazione e immigrazione», previdenza complementare — e fissa la regola che conta: «le attività di consulenza, di assistenza e di tutela sono prestate indipendentemente dall'adesione dell'interessato all'organizzazione promotrice e a titolo gratuito, salve le eccezioni stabilite dalla presente legge» (comma 2). Il testo unico dell'immigrazione conferma che «le attribuzioni degli istituti di patronato [...] sono estese ai lavoratori extracomunitari che prestino regolare attività di lavoro in Italia» (art. 22, comma 14).

In pratica il patronato, gratis: compila e spedisce il kit postale del permesso di soggiorno (rilascio e rinnovo, con la convenzione fra il Ministero dell'Interno e i patronati che ha creato il sistema del kit; si veda Il kit postale) e le domande online di nulla osta al lavoro e al ricongiungimento familiare sul portale dello Sportello unico; presenta le domande di cittadinanza; segue le pratiche INPS (NASpI, pensione, invalidità civile, maternità, assegno unico), INAIL (infortuni) e le pensioni in regime internazionale; aiuta con le dimissioni online, la vertenza per gli stipendi non pagati, il riconoscimento dei contributi non versati. Non fa, di regola, i ricorsi al tribunale e al TAR — per quelli servono avvocati, e la legge consente ai patronati convenzioni con avvocati a costi ridotti per gli assistiti con reddito basso (art. 9) — e non fa la dichiarazione dei redditi, che spetta al CAF dello stesso sindacato. L'articolo 10 permette ai patronati «attività diverse» in materia di diritto del lavoro, famiglia, fisco e risparmio, senza scopo di lucro e a condizioni fissate per convenzione: alcune sedi chiedono per queste un contributo, che deve essere dichiarato in anticipo; per le pratiche dell'articolo 8 il contributo non è dovuto. Un patronato che chiede 50 € per «la pratica del permesso» sta violando la legge, e lo si può segnalare all'Ispettorato del lavoro, che vigila sui patronati.

I CAF

I centri di assistenza fiscale (D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999), anch'essi promossi da sindacati e associazioni, si occupano di fisco e di prestazioni legate al reddito: il 730 e il modello Redditi (con un compenso di poche decine di euro, spesso azzerato per gli iscritti al sindacato o per i redditi minimi), l'ISEE (la dichiarazione sostitutiva unica è gratuita per convenzione con l'INPS), il modello RED per i pensionati, le domande di assegno unico, assegno di inclusione, bonus sociali per le bollette, e — per conto dei Comuni — le domande di casa popolare, di riduzione delle rette e di contributo affitto. Per lo straniero il CAF è anche il luogo dove si scopre di dover dichiarare la casa in patria o di non avere più le detrazioni per i familiari all'estero (si veda Tasse). CAF e patronato della stessa organizzazione stanno di solito nello stesso ufficio.

Comuni, Prefetture, Questure

Il Comune è il primo sportello: l'anagrafe per la residenza e la carta d'identità, i servizi sociali per l'emergenza abitativa e i minori, gli sportelli immigrazione o sportelli per la cittadinanza che molte città (spesso tramite cooperative) tengono aperti con mediatori linguistici per informazioni sul permesso, sul ricongiungimento, sui corsi di italiano e sui servizi, e le Case della comunità e i consultori per la salute. L'articolo 42 del testo unico impegna Stato, Regioni, Province e Comuni a favorire «la diffusione di ogni informazione utile al positivo inserimento degli stranieri nella società italiana in particolare riguardante i loro diritti e i loro doveri» e l'impiego di mediatori interculturali nelle amministrazioni; la qualità del servizio varia enormemente da città a città. La Prefettura ospita lo Sportello unico per l'immigrazione (nulla osta, ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione, test A2) e il Consiglio territoriale per l'immigrazione (art. 3, comma 6, TUI), dove siedono enti locali, Questura, sindacati e associazioni; alcune Prefetture hanno uno sportello informativo. La Questura riceve per il permesso solo su appuntamento, e per lo stato della pratica esistono il sito del Portale Immigrazione, il servizio SMS e le app di alcune Questure (si veda L'appuntamento in Questura). Il sito integrazionemigranti.gov.it del Ministero del Lavoro raccoglie in più lingue le informazioni ufficiali e l'elenco degli sportelli sul territorio.

I CPIA e l'italiano gratis

I Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (DPR 263/2012) sono scuole statali per chi ha compiuto sedici anni: offrono i corsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana fino al livello A2, i percorsi per la licenza media e per il primo biennio delle superiori, e in molte sedi corsi di livello B1 e B2. L'iscrizione è gratuita o quasi (un contributo simbolico per l'assicurazione e il materiale), le lezioni sono di giorno e di sera, e l'attestato A2 rilasciato dal CPIA vale per l'accordo di integrazione e sostituisce il test per il permesso di lungo periodo (si veda Test A2 e accordo di integrazione); il CPIA è anche la sede dove le Prefetture organizzano il test. Corsi gratuiti di italiano tengono anche le associazioni di volontariato, le parrocchie, le università popolari e i progetti finanziati dal Fondo asilo, migrazione e integrazione (FAMI); per i richiedenti asilo e i titolari di protezione i corsi sono parte dell'accoglienza. Nessun corso a pagamento è necessario per il permesso.

Le associazioni e i servizi legali gratuiti

Molte associazioni offrono orientamento legale gratuito sul soggiorno e sull'asilo: le organizzazioni di tutela dei rifugiati, le associazioni degli avvocati specializzati che gestiscono sportelli e servizi antidiscriminazione, la Caritas e le altre organizzazioni religiose, le associazioni di comunità, i sindacati con i loro uffici stranieri. Sono utili per capire la propria situazione e per essere indirizzati; non sostituiscono il difensore quando serve un ricorso, e per quello chi non ha reddito ha diritto al patrocinio a spese dello Stato (D.Lgs. 115/2002: reddito familiare fino a 13.659,64 €; per l'asilo la dichiarazione sostitutiva sostituisce la certificazione consolare sui redditi esteri quando questa è impossibile), spiegato nella pagina dedicata. Le cliniche legali delle università in alcune città seguono casi di immigrazione con studenti supervisionati da docenti e avvocati.

Numeri gratuiti

NumeroChe cos'èQuando
800 90 10 10UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Presidenza del Consiglio): raccoglie segnalazioni di discriminazioni per razza o origine etnica, informa, orienta, accompagna nelle azioni legali; multilingueLunedì-venerdì 8-17; segreteria fuori orario
800 290 290Numero verde antitratta: per le vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo, e per chi vuole segnalare; porta ai programmi dell'art. 18 TUI24 ore su 24, tutti i giorni
1522Antiviolenza e stalking (Dipartimento pari opportunità): per le donne vittime di violenza, con operatrici in più lingue; collega ai centri antiviolenza, anche per il permesso dell'art. 18-bis24 ore su 24
112Numero unico di emergenza (polizia, carabinieri, ambulanza, vigili del fuoco)Sempre
1500Numero di pubblica utilità del Ministero della SaluteOrari variabili

Che cosa costa davvero

Le uniche somme dovute per il permesso sono quelle del bollettino (40, 50 o 100 € secondo la durata), della raccomandata del kit (30 €), della marca da bollo (16 €) e del tesserino (30,46 €): la pagina Costi del permesso le elenca, insieme ai casi di esenzione. Il nulla osta al lavoro e al ricongiungimento sono gratuiti, salvo la marca da bollo; la domanda di cittadinanza costa 250 € di contributo più la marca; la domanda di asilo non costa nulla. Tutto ciò che si paga in più — a un'agenzia, a un «consulente», a un connazionale che «conosce qualcuno in Questura» — è un costo aggiunto per un servizio che il patronato fa gratis o, nei casi che richiedono un professionista, il compenso di un avvocato o di un consulente del lavoro, che deve essere concordato per iscritto e fatturato. Il consulente del lavoro e il commercialista sono professionisti legittimi per le pratiche delle aziende (nulla osta, contratto di soggiorno, comunicazioni obbligatorie); per il lavoratore le stesse pratiche non hanno un prezzo.

Come riconoscere chi vende aria

  • Vende un appuntamento in Questura o un «posto» nel decreto flussi. Gli appuntamenti sono assegnati dal sistema e le quote dal click day: nessuno può venderli. Truffa.
  • Chiede soldi per il kit postale o per «controllare» i documenti. Il kit è gratuito alle Poste e la compilazione è gratuita al patronato.
  • Promette un permesso a chi non ha i requisiti («ti faccio il permesso per lavoro anche se sei irregolare», «ti trovo un datore di lavoro»). I permessi hanno requisiti fissati dalla legge; il datore di lavoro fittizio è un reato per tutti (si veda Truffe del decreto flussi).
  • Non dà ricevute, non ha una sede, comunica solo su WhatsApp, vuole contanti. Un professionista ha una partita IVA, un albo, una fattura.
  • Trattiene i documenti originali (passaporto, permesso) «per la pratica». Nessuna pratica lo richiede: gli originali si mostrano e si riprendono.
  • Si presenta come «avvocato» ma non risulta nell'albo. Gli albi sono consultabili online sul sito del Consiglio nazionale forense; la pagina Trovare un avvocato spiega come verificare.

Chi è stato truffato può denunciare (art. 640 c.p.) senza che la denuncia abbia effetti sul proprio permesso; il denunciante irregolare non ottiene per questo un permesso, salvo i casi dell'art. 18 e dell'art. 18-ter, ma non viene neppure espulso per il fatto di aver denunciato.

Fonti

L. 152/2001, artt. 1, 7, 8, 9, 10; D.Lgs. 286/1998, artt. 3 (comma 6), 22 (comma 14), 42; D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999 (CAF); DPR 263/2012 (CPIA) e DM 4 giugno 2010 (test A2); D.Lgs. 115/2002 e DM 22 aprile 2025 (patrocinio a spese dello Stato); Presidenza del Consiglio - Dipartimento per le pari opportunità, pagine «Numeri utili» (800 90 10 10, 1522); Ministero dell'Interno, «Numero verde antitratta» (800 290 290); Portale Immigrazione e Portale Integrazione Migranti. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.