Entrare: i visti · Procedura
Il visto per studio
Studiare in Italia è una delle vie legali più larghe — nessuna quota per l'università, decine di migliaia di visti l'anno — e una delle più regolate: il Ministero dell'Università pubblica ogni due anni le Procedure che dicono ai consolati quanto denaro, quale casa, quale livello di italiano e quali documenti chiedere. Questa pagina spiega il percorso dalla preiscrizione al permesso, con le cifre del ciclo 2026-2028, e le altre forme di visto per studio.
In breve
- Il visto per studio-immatricolazione università (tipo D) segue le «Procedure per l'ingresso, il soggiorno, l'immatricolazione degli studenti internazionali» del MUR, che dal 2026 valgono per due anni accademici (2026/2027 e 2027/2028): lo studente si preiscrive sul portale Universitaly al corso scelto, l'ateneo valida la domanda, e la domanda di visto va presentata al consolato «entro e non oltre il 30 novembre 2026» per il 2026/2027 (31 ottobre 2027 per l'anno dopo), con date anche anteriori fissate dagli atenei.
- Requisiti al consolato: mezzi «quantificati nell'importo di euro 10.179,85 annuali», «da fonti lecite e tracciabili», personali o della famiglia fino al quarto grado, o borse di studio attribuite (non solo richieste); un alloggio idoneo («la semplice candidatura o idoneità a un posto alloggio presso una residenza universitaria non costituisce documento valido»); un'assicurazione per cure e ricoveri (o l'iscrizione al SSN in Italia); la conoscenza della lingua del corso «almeno pari al B2» (B1 per i foundation course); il titolo di studio con Dichiarazione di valore o attestati CIMEA; il passaporto; 50 €.
- Il consolato valuta anche il «rischio migratorio» (art. 4, comma 2, DM 850/2011) e può negare con motivazione (l'art. 4, comma 2, TUI la impone per i visti dell'art. 39): ricorso al TAR del Lazio (Il diniego del visto).
- In Italia: «entro otto giorni lavorativi dall'arrivo» la domanda del permesso per studio (kit postale), l'immatricolazione, il codice fiscale, l'iscrizione al SSN (volontaria, 700 € per gli studenti) o la polizza; il permesso dura quanto l'anno di corso, si rinnova con gli esami, consente 20 ore di lavoro a settimana e si converte in lavoro fuori quota (Il permesso per studio).
- Altri visti per studio: corsi di lingua e scuole (fino a 90 giorni gratuito, tipo C; oltre, tipo D), formazione professionale e tirocini (nel contingente del Ministero del Lavoro), scambi scolastici, dottorati e master (stessa procedura universitaria), con requisiti propri.
Prima: Universitaly e l'ateneo
La procedura universitaria è centralizzata dal 2020 sul portale Universitaly del MUR: lo studente crea il profilo, sceglie il corso (laurea, laurea magistrale, ciclo unico, dottorato, master, corsi AFAM, foundation course), carica il titolo di studio e i documenti, indica il consolato dove chiederà il visto e presenta la domanda di preiscrizione; l'ateneo la verifica e la valida se lo studente ha i requisiti di ammissione (titolo idoneo con almeno dodici anni di scolarità o l'integrazione, superamento del test o dell'esame di ammissione dove previsto, conoscenza della lingua); la preiscrizione validata è trasmessa al consolato e senza di essa il visto non si può chiedere. Il numero di preiscrizioni per l'università non ha quota: i contingenti che esistevano fino al 2019 sono stati aboliti, e gli atenei decidono quanti stranieri ammettere ai corsi a numero programmato (medicina, architettura, veterinaria, professioni sanitarie: posti riservati agli studenti non UE residenti all'estero, con il test in Italia o all'estero). I titoli: il diploma di scuola secondaria «conseguito con almeno dodici anni di scolarità» (o meno con un foundation course o esami integrativi), tradotto e legalizzato, accompagnato dalla Dichiarazione di valore del consolato o dagli attestati CIMEA di comparabilità e verifica, che dal 2019 le università accettano al suo posto (Il riconoscimento dei titoli); per la laurea magistrale, la laurea con il programma degli esami. La lingua: «almeno pari al B2, obbligatoria per tutti i corsi di Laurea, di Laurea Magistrale e Laurea magistrale a ciclo unico» erogati in italiano, con certificazione (CILS, CELI, PLIDA, CERT.IT) o esame dell'ateneo, e B2 nella lingua del corso per i corsi in inglese; B1 per i foundation course. I tempi: le preiscrizioni si aprono in primavera e gli atenei fissano scadenze proprie, «anche antecedenti a quella del 30 novembre 2026»; chi si preiscrive tardi rischia di non avere l'appuntamento al consolato in tempo per l'inizio delle lezioni.
Al consolato
Con la preiscrizione validata lo studente prende appuntamento al consolato competente per la residenza (o al fornitore esterno) e presenta la domanda di visto nazionale «per motivi di studio - immatricolazione università», che «va presentata… entro e non oltre il 30 novembre 2026»; il consolato decide entro novanta giorni e nei periodi di punta (agosto-ottobre) molti consolati organizzano sessioni dedicate. I requisiti, secondo le Procedure MUR: a) mezzi economici: «tali mezzi sono quantificati nell'importo di euro 10.179,85 annuali» (l'importo giornaliero della tabella del Ministero dell'Interno del 2000, 27,89 €, per 365 giorni); «la disponibilità di tali mezzi di sostentamento deve provenire da fonti lecite e tracciabili e deve essere preferibilmente personale o, in alternativa, messa a disposizione dal nucleo familiare (parente fino al 4° grado). Laddove consentiti nel Paese di provenienza, sono da prediligere i conti correnti rotativi, conti vincolati intestati allo studente»; il consolato accerta «la provenienza dei fondi e l'effettiva attribuibilità degli stessi allo studente o comunque al suo nucleo familiare, anche valutando la movimentazione del conto corrente e la coerenza dei fondi con i redditi e con il patrimonio complessivo» — i depositi improvvisi prima della domanda sono il motivo di rifiuto più frequente; i mezzi «potranno altresì essere forniti da Istituzioni ed Enti italiani di accertato credito, comprese le Università, da Governi locali, da Istituzioni ed Enti stranieri considerati affidabili», cioè le borse di studio attribuite (la lettera di assegnazione, non la candidatura), e «devono inquadrarsi in una più ampia valutazione del contesto socio-economico familiare… tale da far ragionevolmente ritenere che tali mezzi economici saranno disponibili anche per il prosieguo del corso di studi». b) L'alloggio: «un idoneo alloggio nel territorio nazionale. La semplice candidatura o idoneità a un posto alloggio presso una residenza universitaria non costituisce documento valido»: serve il contratto (anche per una stanza), la lettera di assegnazione della residenza, o la dichiarazione di ospitalità di chi accoglie. c) L'assicurazione: «una adeguata copertura assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri…, di cui lo studente dovrà dimostrare il possesso, all'atto della richiesta del permesso di soggiorno», con una polizza estera valida in Italia, una polizza italiana, o l'iscrizione volontaria al SSN (700 € l'anno per gli studenti dal 2024) da fare in Italia; il consolato la chiede di regola già al visto. d) Il passaporto valido almeno tre mesi oltre il visto, le foto, i titoli con Dichiarazione di valore o CIMEA, la lettera di ammissione o la preiscrizione validata, la ricevuta della tassa d'iscrizione se pagata, il biglietto o la prenotazione; per i minori l'autorizzazione dei genitori e il tutore in Italia. I diritti: 50 € per il visto per studio oltre novanta giorni (gratuito per i corsi fino a novanta giorni). La valutazione del rischio migratorio (art. 4, comma 2, DM 850/2011) resta: il consolato può ritenere che il progetto di studio non sia genuino (età, percorso incoerente, corso «facile», nessun legame con il Paese) e rifiutare; il diniego per i visti di studio «deve essere motivato» (art. 4, comma 2, TUI, che richiama l'art. 39) ed è impugnabile al TAR del Lazio.
Dopo l'arrivo
«Entro otto giorni lavorativi dall'arrivo in Italia con un visto di tipo D “nazionale” per STUDIO» lo studente chiede il permesso di soggiorno per studio alla Questura con il kit postale (o secondo le convenzioni tra atenei e Questure, che in molte città organizzano sportelli dedicati), con il passaporto, il visto, la preiscrizione o l'immatricolazione, l'alloggio, l'assicurazione o l'iscrizione al SSN, il codice fiscale (attribuito dall'Agenzia o dall'ateneo), il bollo e i costi del permesso (Il kit postale); si immatricola all'ateneo con la ricevuta; l'ateneo comunica l'immatricolazione. Il permesso dura quanto l'anno accademico (fino a un anno, rinnovabile) o quanto il corso pluriennale «fatta salva la verifica annuale di profitto» (art. 5, comma 3, lett. c, TUI), consente il lavoro fino a venti ore settimanali (1.040 l'anno), si rinnova con gli esami superati (almeno uno il primo anno, due i successivi, per un massimo di tre anni oltre la durata del corso) e si converte in permesso per lavoro fuori quota, anche prima della laurea, o in permesso per ricerca lavoro dopo la laurea (Il permesso per studio, Dopo la laurea). La famiglia: lo studente universitario può portare coniuge e figli come familiari al seguito se dimostra reddito e alloggio (art. 29, comma 4, TUI: il visto per studio è tra quelli che lo consentono) (Il familiare al seguito).
Gli altri visti per studio
- Corsi di lingua italiana e scuole di lingua: fino a 90 giorni visto C gratuito (o esenzione per chi non ha bisogno di visto); oltre, visto D con l'iscrizione a un corso di almeno venti ore settimanali presso una scuola riconosciuta, mezzi, alloggio, assicurazione; il permesso per studio di questo tipo consente le venti ore di lavoro come ogni permesso per studio, ma la conversione in lavoro è guardata con più sospetto dalle Questure quando il corso è solo di lingua.
- Formazione professionale e tirocini: visto D per corsi di formazione di enti accreditati e per tirocini con progetto vistato dalla Regione, entro il contingente triennale del Ministero del Lavoro (I tirocini).
- Scambi scolastici e studenti minorenni: programmi di scambio (Intercultura, ecc.) con il nulla osta del Ministero del Lavoro per i programmi e la famiglia ospitante; il visto per studio per i minori con l'autorizzazione dei genitori e il tutore in Italia (Studenti minorenni e scambi).
- Dottorato, master, specializzazioni: stessa procedura universitaria su Universitaly; il dottorando con borsa ha i mezzi dalla borsa; il dottorando con contratto può avere il permesso per ricerca (Corsi, master e dottorato).
- Studio breve per la misura compensativa del riconoscimento professionale (art. 49, comma 3-bis, DPR 394/1999) e per gli esami di Stato.
- Mobilità intra-UE: lo studente con permesso di un altro Stato membro che viene in Italia per una parte degli studi dentro un programma (Erasmus, accordi tra atenei) fino a 360 giorni non ha bisogno del visto né del permesso italiano, con la sola dichiarazione di presenza (art. 39, comma 4-bis, TUI) (La mobilità UE degli studenti).
Fonti
D.Lgs. 286/1998, artt. 4 (commi 2, 3), 5 (comma 3, lett. c), 6 (comma 1), 29 (comma 4), 39, 39-bis, 39-bis.1; DPR 394/1999, artt. 5, 14 (comma 4), 44-bis, 46; DM Affari esteri 850/2011, art. 4, comma 2, e allegato A, punto 17 (visto per studio); Direttiva del Ministro dell'Interno 1° marzo 2000, tabella A; MUR, «Procedure per l'ingresso, il soggiorno, l'immatricolazione degli studenti internazionali e il relativo riconoscimento dei titoli, per i corsi della formazione superiore in Italia, valide per gli anni accademici 2026-2027 e 2027-2028» (circolare 2026); L. 213/2023, art. 1, comma 240 (iscrizione volontaria SSN studenti 700 €); tariffa consolare 2026 (50 € studio D). Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.