Il permesso di soggiorno · Obblighi
Cambio di residenza, domicilio e dati: le comunicazioni obbligatorie
Trasferirsi, cambiare passaporto, avere un figlio: ogni cambiamento va detto a qualcuno, e sbagliare ufficio o dimenticare costa più di una multa. Il preavviso di rigetto, la convocazione, il decreto di espulsione arrivano all'indirizzo che la Questura conosce, e se non ci abiti più li leggerai troppo tardi. Questa pagina elenca che cosa si comunica, a chi, entro quando.
In breve
- «Fuori dei casi di cui al comma 7, gli stranieri che soggiornano nel territorio dello Stato devono comunicare al questore competente per territorio, entro i quindici giorni successivi, le eventuali variazioni del proprio domicilio abituale» (art. 6, comma 8, TUI). Chi cambia residenza al Comune adempie con l'iscrizione anagrafica, che il Comune comunica alla Questura (comma 7).
- Il cambio di residenza si dichiara al Comune di arrivo (entro venti giorni dal trasferimento, secondo il regolamento anagrafico), che registra in due giorni e verifica in quarantacinque; con il permesso o la ricevuta.
- Il permesso si aggiorna con il kit («aggiornamento», 30,46 euro più bollo e Poste) per il nuovo passaporto, il nuovo indirizzo, l'inserimento o la cancellazione di un figlio, il cambio di stato civile, la correzione di dati.
- Se ci si trasferisce in un'altra provincia, la Questura competente per il rinnovo diventa quella nuova: il kit va spedito indicando il nuovo indirizzo, e la pratica pendente può essere trasferita.
- La sanzione per l'omessa comunicazione è amministrativa; il danno vero è la notifica di un atto all'indirizzo vecchio, che vale comunque.
Residenza, domicilio, dimora: tre parole
La residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, iscritta nei registri anagrafici del Comune (L. 1228/1954): dà la carta d'identità, la residenza fiscale, l'accesso ai servizi comunali, e per gli stranieri è «effettuata alle medesime condizioni dei cittadini italiani» (art. 6, comma 7, TUI; Residenza e iscrizione anagrafica). Il domicilio è il luogo in cui si hanno i propri affari e interessi, e per il Testo Unico il «domicilio abituale» è dove si vive di fatto: chi non è iscritto all'anagrafe ha comunque un domicilio da comunicare alla Questura. La dimora è dove ci si trova. Per la Questura conta dove ti trova: l'indirizzo dichiarato nel kit e nelle domande, aggiornato con le comunicazioni. Per il Comune conta la residenza. Per la Prefettura e lo Sportello Unico conta l'indirizzo indicato nelle domande e il domicilio digitale se dichiarato.
Che cosa si comunica alla Questura
Il cambio di domicilio, entro quindici giorni (art. 6, comma 8): con una dichiarazione all'Ufficio immigrazione, di persona o, dove la Questura lo consente, via PEC o portale, con il nuovo indirizzo e un documento che lo provi (contratto, dichiarazione di ospitalità, comunicazione dell'art. 7 fatta da chi ospita). Chi si iscrive all'anagrafe del nuovo Comune è esente, perché «dell'avvenuta iscrizione o variazione l'ufficio dà comunicazione alla questura territorialmente competente» (comma 7); nella pratica, però, la comunicazione tra Comune e Questura non è immediata, e chi ha una pratica in corso fa bene a avvisare anche la Questura. La violazione è punita con una sanzione amministrativa (art. 6 richiama le sanzioni del regolamento); l'effetto pratico è peggiore: gli atti notificati all'ultimo domicilio dichiarato sono validi anche se non li ricevi, e un preavviso di rigetto non letto diventa un diniego, una convocazione mancata un'archiviazione, un decreto di espulsione un termine di trenta giorni scaduto senza saperlo.
Che cosa si aggiorna sul permesso
Il permesso elettronico riporta dati che cambiano: l'indirizzo, il numero del passaporto, i figli iscritti, lo stato civile, il datore per alcuni permessi. L'aggiornamento si chiede con il kit postale barrando «aggiornamento» e indicando il dato nuovo, con la copia del documento che lo prova (nuovo passaporto, atto di nascita del figlio, certificato di residenza); costa 30,46 euro più il bollo e le spese postali, senza contributo (i costi), e produce un nuovo tesserino con la stessa scadenza. Il nuovo passaporto è il caso più frequente: il permesso riporta il numero del passaporto e alla frontiera il disallineamento crea problemi; l'aggiornamento non è obbligatorio per legge ma è richiesto in pratica ai controlli e al rinnovo, e conviene farlo, portando con sé nel frattempo il passaporto vecchio annullato. L'inserimento del figlio nato in Italia sul permesso del genitore, o la richiesta del permesso proprio del minore, si fa con il kit entro pochi mesi dalla nascita (I minori sul permesso). Il cambio di indirizzo sul tesserino non è obbligatorio, ma molte Questure lo chiedono e le notifiche seguono l'indirizzo del permesso: se si cambia provincia conviene aggiornare, perché la Questura competente cambia. La correzione di un errore (nome, data di nascita) si chiede alla Questura con il documento corretto, senza costi se l'errore è dell'ufficio.
Il cambio di Comune e di provincia
Chi si trasferisce in un altro Comune dichiara la nuova residenza all'anagrafe del Comune di arrivo, con il permesso (o la ricevuta) e il documento; il Comune registra entro due giorni e ha quarantacinque giorni per verificare la dimora (il regolamento anagrafico e la riforma del 2012), e comunica alla Questura. Se il nuovo Comune è in un'altra provincia, la Questura competente per il permesso diventa quella nuova: il rinnovo si spedisce con il nuovo indirizzo e arriva alla Questura giusta attraverso le Poste; una pratica già pendente presso la vecchia Questura può essere trasferita su richiesta, ma nella prassi conviene completarla lì, perché il trasferimento la rallenta. Lo Sportello Unico competente per un nulla osta è quello del luogo in cui si svolge il lavoro o in cui vive chi ricongiunge: un trasferimento durante la pratica va comunicato allo Sportello. Per i richiedenti asilo il cambio di domicilio va comunicato alla Questura e alla Commissione, perché la convocazione al colloquio arriva lì; per chi è in accoglienza il trasferimento tra centri è deciso dalla Prefettura.
Gli altri uffici
Il datore di lavoro comunica ogni variazione del rapporto (UNILAV), non l'indirizzo del lavoratore; ma il contratto di soggiorno ha l'impegno del datore «a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro» allo Sportello Unico (art. 22, comma 2, lett. d). L'INPS e l'Agenzia delle Entrate prendono l'indirizzo dall'anagrafe: il codice fiscale segue la residenza. La ASL va avvisata del cambio di Comune per la scelta del nuovo medico. Il consolato del proprio Paese ha di regola l'obbligo di registrazione dei residenti all'estero, secondo la legge di quel Paese. E il domicilio digitale (PEC) dichiarato in una domanda vale come indirizzo per le notifiche: va tenuto attivo.
Fonti
D.Lgs. 286/1998, art. 6 (commi 7 e 8), art. 22 (comma 2, lett. d); DPR 394/1999, artt. 15-16 (iscrizione anagrafica e comunicazioni); L. 24 dicembre 1954, n. 1228, e DPR 30 maggio 1989, n. 223 (regolamento anagrafico), artt. 13 e 18; DL 9 febbraio 2012, n. 5, art. 5 (cambio di residenza in tempo reale); Portale Immigrazione, tabelle costi (aggiornamento). Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.