Orientarsi · Spiegazione
Gli stranieri in Italia in numeri
Quanti sono, da dove vengono, con quale permesso, quanti arrivano e quanti diventano italiani: i numeri dell'immigrazione esistono e sono pubblici — ISTAT, Ministero dell'Interno, Eurostat — ma vanno letti sapendo che cosa misurano. I «residenti» non sono i «presenti», i «permessi» non contano i cittadini UE, gli «sbarchi» sono una parte piccola degli ingressi, gli «irregolari» sono una stima. Questa pagina raccoglie i dati ufficiali più recenti con la fonte e la data, e spiega come leggerli.
In breve
- Residenti: al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti in Italia sono 5 milioni e 560 mila, il 9,4% della popolazione, +188 mila (+3,5%) in un anno, per un saldo migratorio con l'estero di +348 mila e 196 mila acquisizioni di cittadinanza che li «sottraggono»; il 58,1% vive al Nord (ISTAT, Indicatori demografici 2025). Comprendono i cittadini UE (romeni in testa) e i non comunitari.
- Non comunitari con permesso: 3.810.741 al 31 dicembre 2024 (+5,6%), il 52,8% con il permesso di lungo periodo, il 17,3% minori, età media 36 anni, 48% donne; prime cittadinanze: Ucraina, Marocco, Albania, Cina, Bangladesh, Egitto, Pakistan, India, Filippine, Tunisia (ISTAT, Cittadini non comunitari, 28 ottobre 2025).
- Nuovi permessi 2024: 290.119 (−12,3%): famiglia 36,1%, asilo e protezione 35,9%, lavoro 13,9% (40.451, +3,8%; di cui 16.739 stagionali), studio 6,9%, altro 7,2%; primi Paesi: Bangladesh 28.045, Marocco 25.776, Albania 24.430, Egitto 20.217, Pakistan 17.217, India 16.907, Tunisia 15.016, Perù 14.298, Ucraina 13.505 (−54,2%).
- Asilo 2024: 151.120 domande (+20.555), 78.565 prime istanze esaminate dalle Commissioni con il 64,1% di dinieghi; primi richiedenti: Bangladesh (21,7%), Perù, Pakistan. Cittadinanze 2024: 217.448 (+1,8%), di cui quasi 200 mila non comunitari; per residenza 42%, trasmissione ai minori 31,7%, iure sanguinis 11%, matrimonio circa 19 mila (−14,3%).
- Sbarchi: 66.316 nel 2025 (66.617 nel 2024; 157.651 nel 2023); 19.785 al 3 settembre 2026 contro 43.862 alla stessa data del 2025; rimpatri: 6.772 nel 2025 (6.097 forzati, 675 volontari), 5.825 al 1° settembre 2026 (Ministero dell'Interno, cruscotto). Quote lavoro: 164.850 ingressi programmati per il 2026 (DPCM 2 ottobre 2025).
Quanti sono: residenti e permessi
Due misure diverse. La prima è l'anagrafe: l'ISTAT conta gli stranieri iscritti nei registri dei Comuni. «Al 1° gennaio 2026 la popolazione straniera residente è pari a 5 milioni 560 mila unità, con un incremento di 188 mila individui (+3,5%) rispetto all'anno precedente, e rappresenta il 9,4% della popolazione totale. La crescita… è trainata soprattutto da un saldo migratorio con l'estero fortemente positivo (+348 mila)…; l'unico fattore negativo… è rappresentato dalle acquisizioni di cittadinanza italiana, pari a 196 mila» (ISTAT, Indicatori demografici - anno 2025, marzo 2026); «la presenza straniera si concentra soprattutto nel Nord, dove risiedono 3 milioni 230 mila individui (58,1%…), con un'incidenza sul totale dei residenti dell'11,7%». Questo numero comprende i cittadini dell'Unione (oltre un milione di romeni, poi polacchi, bulgari, tedeschi…) e non conta chi è in Italia senza residenza (i richiedenti asilo nei centri non sempre iscritti, gli irregolari, i presenti da poco). La seconda misura è il permesso di soggiorno: l'ISTAT elabora i dati del Ministero dell'Interno sui cittadini non comunitari «regolarmente presenti». «Al 31 dicembre 2024 si osserva un aumento di circa il 5,6% rispetto alla stessa data dell'anno precedente (da 3.607.160 a 3.810.741)…; gli incrementi più rilevanti hanno riguardato i cittadini di Bangladesh (+16,9%), Pakistan (+13,2%) e Tunisia (+12,8%)»; «le persone con permesso di soggiorno… hanno un'età media di poco più di 36 anni e una composizione di genere nell'insieme equilibrata (nel 48,0% dei casi si tratta di donne)»; «i minori rappresentano una quota ampia… (il 17,3% del totale)»; «i soggiornanti di lungo periodo…, rappresentano il 52,8% delle presenze, un dato in diminuzione rispetto all'anno precedente, quando erano il 59,3%. Il calo… dipende soprattutto dalle acquisizioni di cittadinanza italiana, che si devono in larga misura proprio agli stranieri da più lungo tempo presenti» (ISTAT, Cittadini non comunitari in Italia - anno 2024, 28 ottobre 2025). Le prime dieci collettività per permessi validi: Ucraina, Marocco, Albania, Cina, Bangladesh, Egitto, Pakistan, India, Filippine, Tunisia. Il divario tra i due numeri (5,56 milioni di residenti contro 3,8 milioni di permessi) è fatto soprattutto di cittadini UE, che non hanno permesso.
Quanti arrivano, e perché
«Nel 2024 i rilasci di nuovi permessi di soggiorno sono 290.119, con una flessione del 12,3% rispetto al 2023. La diminuzione riguarda tutte le motivazioni di ingresso, con l'eccezione dei nuovi permessi per lavoro che registrano un incremento del 3,8%… Le diminuzioni più importanti riguardano i nuovi permessi rilasciati per studio (−26,7%) e i permessi per famiglia (−18,8%). La contrazione dei rilasci per ricongiungimento familiare porta nel 2024 il numero di ingressi per questa motivazione molto vicino a quello dei nuovi permessi per richiesta di protezione». Per motivo: famiglia 36,1%, asilo e protezione 35,9%, lavoro 13,9% (40.451 permessi: 16.739 stagionali, 16.420 lavoro dipendente, il resto autonomo e altri), studio 6,9%, altri motivi 7,2%. «Per la prima volta… in vetta alla graduatoria ci sono i cittadini del Bangladesh con 28.045 nuovi permessi (9,7% dei primi rilasci). Seguono i marocchini… 25.776…; al terzo posto… gli albanesi con… 24.430 (−26,0%). Crescono notevolmente gli ingressi di tunisini (+30,1%) e peruviani (+25,7%), mentre continua la riduzione degli arrivi dall'Ucraina (−54,2%)» (13.505). Il 20,9% dei nuovi permessi è rilasciato in Lombardia. I permessi per lavoro sono pochi rispetto alle quote (164.850 ingressi programmati nel 2026, 497.550 nel triennio: Il decreto flussi) perché molte domande di nulla osta non arrivano al permesso; tra i nuovi permessi per lavoro, «gli indiani (50,6%) e i tunisini (17,6%) coprono da sole il 68,2%». I permessi per studio: primi Paesi Iran (3.083), Cina (2.557), Turchia (1.722), India, Pakistan. Le domande d'asilo: «nel 2024 sono state 151.120 le persone che hanno presentato domanda di asilo in Italia, 20.555 in più rispetto al 2023. Nello stesso periodo le Commissioni territoriali… hanno esaminato 78.565 prime istanze, respingendone il 64,1%»; i richiedenti «provenienti dal Bangladesh» sono il 21,7%, seguiti da Perù e Pakistan; «il 63,8% dei richiedenti asilo nel 2024 ha un'età compresa tra i 18 e i 34 anni. I minori sono 12.215». I dati Eurostat sul 2025 e sul primo semestre 2026 mostrano il calo delle domande con il calo degli sbarchi (le Commissioni pubblicano i dati mensili sul sito del Dipartimento per le libertà civili).
Sbarchi e rimpatri
Gli sbarchi sono la parte più visibile e più contata: il Ministero dell'Interno pubblica ogni giorno il «cruscotto statistico» (Sbarchi e soccorso in mare). Per anno: 170.100 (2014), 153.842 (2015), 181.436 (2016), 119.369 (2017), 23.370 (2018), 11.471 (2019), 34.154 (2020), 67.477 (2021), 105.131 (2022), 157.651 (2023), 66.617 (2024), 66.316 (2025); al 3 settembre 2026, 19.785 contro 43.862 nello stesso periodo del 2025 e 42.999 del 2024; le prime nazionalità dichiarate nel 2026: Bangladesh 5.198, Somalia 2.353, Algeria 2.086, Sudan 1.630, Pakistan 1.384, Egitto 1.254, Eritrea 1.136, Tunisia 1.006; i minori non accompagnati sbarcati: 12.177 nel 2025, 3.848 al 31 agosto 2026. Gli sbarchi non sono la maggior parte degli ingressi irregolari: chi entra con un visto e resta (overstay) e chi attraversa le frontiere terrestri (Slovenia, Francia) non è nel cruscotto, e i nuovi permessi (290 mila) superano di molto gli sbarcati. I rimpatri: 6.408 (2014), 7.383 (2017), 8.033 (2018), 3.875 (2020), 4.796 (2023), 5.704 (2024), 6.772 (2025), di cui 6.097 forzati e 675 volontari assistiti; al 1° settembre 2026, 4.985 forzati e 840 volontari; la quota di rimpatriati rispetto agli sbarcati è stata del 3,0% nel 2023, dell'8,6% nel 2024, del 10,2% nel 2025 (L'espulsione, Il rimpatrio volontario). Gli irregolari non sono contati da nessuno: le stime della Fondazione ISMU li hanno collocati negli ultimi anni tra le 400 e le 600 mila persone, con oscillazioni legate alle sanatorie e ai flussi; sono una stima, non un dato.
Quanti diventano italiani
«I cittadini stranieri che nel 2024 hanno acquisito la cittadinanza italiana sono 217.448, in lieve aumento rispetto ai due anni precedenti (+1,8%). Tra questi, i cittadini stranieri non comunitari sono quasi 200 mila, pari al 91,9% del totale; un numero che fa registrare un nuovo record. … Oltre il 42% dei nuovi italiani, precedentemente non comunitari, ha acquisito la cittadinanza per residenza (quasi 85 mila), mentre una quota del 31,7% rappresenta acquisizioni da parte di minori divenuti italiani per trasmissione del diritto dai genitori. La terza modalità… è l'acquisizione iure sanguinis, che nel 2024 ha interessato quasi 22 mila cittadini precedentemente non comunitari (l'11,0%)…; le acquisizioni per matrimonio: nel 2024 sono circa 19 mila, per il 79,5% hanno riguardato donne e sono in netto calo rispetto al 2023 (−14,3%). Infine, sono poco meno di 11 mila i ragazzi non comunitari, nati e residenti in Italia, che hanno chiesto di divenire italiani al compimento del diciottesimo anno di età» (ISTAT, 28 ottobre 2025). L'Italia è da anni il primo Paese dell'Unione per acquisizioni di cittadinanza in valore assoluto; nel 2025 l'ISTAT ne conta circa 196 mila. Gli albanesi e i marocchini sono le comunità con più naturalizzati in rapporto ai presenti, gli ucraini e i cinesi le meno (per la Cina pesa la perdita della cittadinanza d'origine), secondo lo stesso report ISTAT. Il referendum del giugno 2025 per ridurre da dieci a cinque anni la residenza richiesta non ha raggiunto il quorum e la legge non è cambiata (Figli nati in Italia).
Lavoro e welfare, in numeri
Gli stranieri sono intorno a un decimo degli occupati, concentrati in agricoltura, edilizia, servizi alle famiglie (la grande maggioranza dei lavoratori domestici regolari all'INPS è straniera), alberghi e ristorazione, logistica, con tassi di occupazione vicini a quelli degli italiani per gli uomini e più bassi per le donne (ISTAT, Rilevazione sulle forze di lavoro; Ministero del Lavoro, rapporto annuale sugli stranieri nel mercato del lavoro). I minori con cittadinanza non italiana nelle scuole sono nell'ordine delle 900 mila unità, per la maggior parte nati in Italia (Ministero dell'Istruzione e del Merito). I beneficiari di protezione in Italia sono alcune centinaia di migliaia, tra permessi per asilo, sussidiaria, speciale e temporanea (ISTAT ed Eurostat). Sono ordini di grandezza da fonti e date diverse: le pagine dedicate precisano ciascun dato con la sua fonte.
Dove trovare i dati, e come leggerli
- ISTAT (istat.it, demo.istat.it): popolazione straniera residente (annuale, per Comune e cittadinanza), «Cittadini non comunitari» (report annuale in ottobre sui permessi), indicatori demografici (marzo), acquisizioni di cittadinanza, occupati per cittadinanza.
- Ministero dell'Interno: cruscotto statistico giornaliero degli sbarchi e dei rimpatri; dati sulle domande d'asilo e sulle decisioni delle Commissioni (Dipartimento per le libertà civili, quaderno statistico); dati sui permessi (Dipartimento della pubblica sicurezza).
- Eurostat: asilo (mensile), permessi, decisioni, rimpatri, protezione temporanea, per tutti gli Stati UE, comparabili.
- INPS (osservatori sui lavoratori stranieri e domestici), Ministero del Lavoro (rapporto annuale sul mercato del lavoro degli stranieri), Ministero dell'Istruzione (alunni con cittadinanza non italiana), Banca d'Italia (rimesse), UNHCR e OIM (arrivi, morti in mare, rimpatri volontari), Fondazione ISMU e Centro Studi IDOS (dossier annuali che riuniscono le fonti).
Come leggerli: la data (i permessi al 31 dicembre 2024 sono usciti nell'ottobre 2025; i residenti al 1° gennaio 2026 nel marzo 2026); l'universo (residenti vs. permessi vs. presenti; non comunitari vs. tutti gli stranieri; permessi validi vs. nuovi rilasci; persone vs. domande); il flusso e lo stock (290 mila nuovi permessi in un anno contro 3,8 milioni di permessi validi); il motivo del permesso, che non è il motivo per cui la persona è venuta (chi entra per famiglia lavora; chi entra con un permesso per asilo ha chiesto protezione anche senza averne i requisiti); gli sbarchi, che sono il dato più citato e il meno rappresentativo degli ingressi complessivi; le stime sugli irregolari, che nessuno può verificare. E le percentuali di dinieghi dell'asilo (64,1% nel 2024) contano le decisioni delle Commissioni, non i ricorsi, che ne ribaltano una parte significativa.
Fonti
ISTAT, «Indicatori demografici - anno 2025» (marzo 2026); ISTAT, «Cittadini non comunitari in Italia - anno 2024» (28 ottobre 2025); ISTAT, popolazione straniera residente (demo.istat.it); Ministero dell'Interno, cruscotto statistico giornaliero (3 settembre 2026) e Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, dati sull'asilo; Eurostat, statistiche su asilo e migrazione; DPCM 2 ottobre 2025; Fondazione ISMU, Rapporto sulle migrazioni (stime sugli irregolari); Centro Studi e Ricerche IDOS, Dossier statistico immigrazione; INPS, Osservatorio sui lavoratori stranieri; Ministero del Lavoro, rapporto annuale «Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia»; Ministero dell'Istruzione e del Merito, «Gli alunni con cittadinanza non italiana». Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.