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Entrare: i visti · Tabella

Le 21 tipologie di visto italiane, in una tabella

Il decreto interministeriale del 2011 sui visti elenca ventuno tipologie, ciascuna con i suoi requisiti, la sua durata e il permesso che ne segue. La scelta della tipologia giusta al consolato decide che cosa si potrà fare in Italia: un visto per turismo non diventa un permesso per lavoro. Questa tabella le mette in fila e rimanda alla pagina di ciascuna.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  1. I visti sono di due famiglie: Schengen (tipo C), per soggiorni fino a 90 giorni, regolati dal Codice dei visti europeo; nazionali (tipo D), per soggiorni lunghi, regolati dal Testo Unico e dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850.
  2. Le tipologie sono ventuno; il motivo del visto è il motivo del permesso di soggiorno che seguirà (art. 5, comma 2, TUI).
  3. Per lavoro subordinato, lavoro autonomo in quota, ricongiungimento e ricerca il visto arriva solo dopo il nulla osta rilasciato in Italia; per gli altri si chiede direttamente al consolato con i documenti.
  4. Il consolato competente è quello dello Stato «di origine o di stabile residenza» (art. 4, comma 2); lo strumento «Il visto per l'Italia» del Ministero degli Esteri indica requisiti e documenti per ogni tipologia e nazionalità.

La tabella

VistoTipoPer chi e con che cosaPermesso che seguePagina
AdozioneDIl minore straniero adottato o in affidamento preadottivo da coppia italiana, con il provvedimento della Commissione per le adozioni internazionaliIl minore acquista la cittadinanza con l'adozione; nell'attesa, permesso per motivi familiariAdozione e kafala
AffariC (o D se oltre 90 giorni)Riunioni, contratti, fiere, formazione aziendale; lettera dell'impresa, mezzi, assicurazione; nessun lavoro retribuito in ItaliaNessuno per il tipo CIl visto Schengen
Cure medicheC o DDichiarazione della struttura sanitaria, deposito cauzionale, vitto e alloggio per l'accompagnatore (art. 36 TUI)Cure mediche, per la durata della terapiaIl visto per cure mediche
DiplomaticoC o DPersonale di missioni diplomatiche e consolari e di organizzazioni internazionali, con passaporto di servizioCarta rilasciata dal Ministero degli Esteri—
Familiare al seguitoDIl familiare che entra insieme al titolare di visto per lavoro (contratto di almeno un anno), lavoro autonomo, studio o motivi religiosi, con i requisiti di reddito e alloggio (art. 29, comma 4)Motivi familiariFamiliare al seguito
Gara sportivaCAtleti e accompagnatori per una manifestazione, con l'invito della federazioneNessunoI visti di nicchia
InvitoCChi è invitato da un ente pubblico, un'università, un'istituzione per un evento o un incarico breveNessunoI visti di nicchia
Lavoro autonomoDProfessionisti, imprenditori, soci e amministratori, artisti, con il nulla osta provvisorio della Questura e le attestazioni degli enti (art. 26); entro la quota del decreto flussi salvo i fuori quotaLavoro autonomo, due anniIl visto per lavoro autonomo
Lavoro subordinatoDSolo dopo il nulla osta dello Sportello Unico (decreto flussi, stagionale, art. 27 e seguenti); il visto è rilasciato entro la validità del nulla ostaLavoro subordinato o stagionale, dopo il contratto di soggiornoIl visto per lavoro subordinato
MissioneC o DFunzionari e incaricati di Stati e organizzazioni, collaboratori di missioni umanitarie e di cooperazioneMissioneI visti di nicchia
Motivi religiosiC o DMinistri di culto e religiosi con l'attestazione dell'autorità religiosa riconosciutaMotivi religiosiIl visto per motivi religiosi
ReingressoDChi ha un permesso di soggiorno italiano e si trova all'estero senza il documento (smarrito, rubato, scaduto durante il rinnovo in casi particolari)Il permesso già esistentePermesso smarrito, rubato
Residenza elettivaDChi vive di redditi propri stabili — pensioni, rendite, capitali — senza lavorare, con alloggio in Italia e copertura sanitariaResidenza elettivaIl visto per residenza elettiva
RicercaDRicercatori con convenzione di accoglienza di un istituto iscritto all'elenco del MUR, dopo il nulla osta (art. 27-ter)Ricerca, per la durata del programmaIl visto per ricerca
StudioC o DUniversità (preiscrizione), scuole, corsi di lingua, formazione, tirocini; mezzi, alloggio, assicurazione, secondo il decreto annualeStudio, per la durata del corsoIl visto per studio
Transito aeroportualeACittadini di alcuni Paesi che cambiano aereo restando nell'area internazionaleNessunoI visti di nicchia
TransitoCAttraversamento dell'area Schengen per raggiungere un Paese terzoNessunoI visti di nicchia
TrasportoCAutisti e personale di mezzi di trasporto internazionaleNessunoI visti di nicchia
TurismoCVacanza e visita, con mezzi, alloggio, biglietto, assicurazioneNessunoIl visto Schengen
Vacanze-lavoroDGiovani dei Paesi con accordo bilaterale (Australia, Canada, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Giappone e altri), per un anno, con lavoro limitatoVacanze-lavoroIl visto vacanze-lavoro
VolontariatoDPartecipanti a programmi di volontariato di organizzazioni riconosciute, dai 25 ai 35 anni, entro un contingente triennale, con il nulla osta (art. 27-bis)Volontariato, fino a un annoI visti di nicchia

Tre cose da sapere prima di scegliere

Il motivo del visto è il motivo del permesso. Il permesso «è rilasciato per le attività previste dal visto d'ingresso» (art. 5, comma 2, TUI): chi entra con un visto per studio ha un permesso per studio, e lo cambia solo con la conversione, dove la legge la consente (Conversione). Chiedere un visto per turismo con l'idea di «sistemarsi dopo» è la strada verso l'irregolarità.

Il consolato è quello del Paese in cui vivi. Il visto «è rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nello Stato di origine o di stabile residenza dello straniero» (art. 4, comma 2): un cittadino del Bangladesh che vive legalmente a Dubai lo chiede a Dubai, non a Dacca né a Roma. Molti consolati usano fornitori esterni per gli appuntamenti, con un costo di servizio in più.

Il diniego può essere impugnato, e per lavoro, famiglia, studio, cure e i casi dell'art. 27 deve sempre essere motivato (art. 4, comma 2, TUI). Il giudice è il TAR Lazio, oppure il tribunale ordinario quando è in gioco l'unità familiare (Il diniego del visto).

Fonti

D.Lgs. 286/1998, artt. 4 (comma 2), 5 (comma 2), 26, 27, 27-bis, 27-ter, 29 (comma 4), 36, 39; decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850 (Ministro degli Affari esteri, di concerto con Interno, Lavoro, Università, Politiche europee), con le successive integrazioni; regolamento (CE) 810/2009 (Codice dei visti); MAECI, «Il visto per l'Italia» (vistoperitalia.esteri.it). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.