Il permesso di soggiorno · Procedura
Il kit postale, passo per passo
Per la maggior parte dei permessi la domanda non si presenta in Questura ma in un ufficio postale, dentro una busta che si chiama kit. Il kit è gratuito, la spedizione no; la ricevuta che l'impiegato ti consegna è il documento più importante dei mesi successivi. Questa pagina spiega quando si usa, come si compila e che cosa succede dopo.
In breve
- Il kit si ritira gratis negli uffici postali con lo Sportello Amico; si compila a casa, si allega la documentazione in fotocopia e si consegna allo stesso sportello, che lo spedisce alla Questura come assicurata.
- Passano dal kit il rinnovo di quasi tutti i permessi e il primo rilascio per lavoro subordinato e autonomo, famiglia, studio, residenza elettiva, missione, motivi religiosi, la conversione, il duplicato, l'aggiornamento e il lungo periodo.
- Si va invece direttamente in Questura per la protezione internazionale, la protezione speciale e i casi speciali, le cure mediche, i minori non accompagnati e in generale i permessi che nascono da una segnalazione o da un provvedimento.
- Alla consegna paghi il bollettino con il contributo e i 30,46 euro del permesso elettronico, i 30 euro del servizio postale e alleghi una marca da bollo da 16 euro (tutti i costi).
- La ricevuta riporta il numero dell'assicurata, le credenziali per seguire la pratica sul Portale Immigrazione e, di regola, la data dell'appuntamento in Questura per le impronte.
Perché le Poste
Dal 2006 il Ministero dell'Interno affida a Poste Italiane la raccolta delle domande di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno: lo sportello postale riceve la busta, controlla che sia compilata, incassa il bollettino e la spedisce alla Questura competente, che è quella della provincia in cui vivi. La Questura resta l'unico ufficio che decide e che rilascia il documento (art. 5, comma 2, TUI): le Poste sono un intermediario, non un'autorità. Per questo la ricevuta postale vale come prova della domanda presentata (art. 5, comma 9-bis, TUI) e da quel giorno decorre il termine di novanta giorni entro cui la Questura dovrebbe decidere.
Quando si usa il kit e quando no
La regola pratica è questa: passa dal kit tutto ciò che nasce da una tua domanda ordinaria; si va in Questura per tutto ciò che nasce da una segnalazione, da un procedimento o da una condizione di vulnerabilità. L'elenco che segue riflette le istruzioni del Ministero dell'Interno e la prassi delle Questure; alcune Questure aggiungono o tolgono voci, e il loro sito lo dice.
| Con il kit postale | Direttamente in Questura |
|---|---|
| Rinnovo di quasi tutti i permessi (lavoro, famiglia, studio, autonomo, residenza elettiva, religiosi, attesa occupazione, lungo periodo per la sostituzione del supporto) | Protezione internazionale: la domanda si registra in Questura o alla frontiera e si formalizza secondo il nuovo procedimento del 2026 (Chiedere asilo) |
| Primo rilascio per lavoro subordinato e autonomo dopo il nulla osta e il visto (in molte province la convocazione parte dallo Sportello Unico) | Protezione speciale, casi speciali degli articoli 18, 18-bis e 18-ter, calamità, cure mediche per gravi condizioni di salute |
| Primo rilascio per famiglia (ricongiungimento, coesione, familiare al seguito), per studio, per residenza elettiva, per missione, per motivi religiosi | Minori stranieri non accompagnati e permessi che seguono un provvedimento del Tribunale per i minorenni (assistenza minore, integrazione) |
| Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé e per i familiari | Motivi di giustizia, cittadinanza o apolidia in corso, e in genere i permessi «su richiesta dell'autorità» |
| Conversione, duplicato per smarrimento o furto, aggiornamento (nuovo passaporto, cambio di indirizzo, inserimento di un figlio) | Carta di soggiorno di familiare di cittadino dell'Unione o di italiano (D.Lgs. 30/2007): in Questura, non con il kit |
I moduli
Il kit contiene due moduli e le istruzioni. Il modulo 1 è quello che compilano tutti: dati anagrafici, passaporto, indirizzo, il motivo del permesso (una casella per ogni tipo), i figli da inserire, il tipo di richiesta (rilascio, rinnovo, conversione, duplicato, aggiornamento). Il modulo 2 riguarda chi lavora: dati del datore di lavoro o dell'attività autonoma, reddito, contratto; e i dati del familiare per chi chiede il permesso per famiglia. Si scrive in stampatello, con la penna nera, un carattere per casella; le date nel formato giorno-mese-anno; gli errori non si correggono con il bianchetto ma con un modulo nuovo, che lo sportello dà gratis.
Gli allegati vanno in fotocopia: passaporto (tutte le pagine con timbri e visti), permesso in scadenza, codice fiscale, i documenti del motivo — contratto e buste paga o CU per il lavoro, iscrizione e esami per lo studio, stato di famiglia e reddito per la famiglia, idoneità dell'alloggio quando è richiesta — e quattro fototessere uguali e recenti, che però si portano in Questura il giorno delle impronte, non nel kit. Le pagine collegate elencano i documenti per ogni tipo: Il rinnovo, Motivi familiari, Studio, Lungo periodo.
Chi non se la sente di compilare da solo trova i patronati, che lo fanno gratuitamente e consegnano loro la busta, e molti Comuni con sportelli dedicati. Non serve nessun «consulente» a pagamento, e chi lo propone per un modulo gratuito è un segnale d'allarme.
Che cosa si paga allo sportello
Allo sportello si paga con un bollettino precompilato l'importo che comprende il contributo dell'art. 5, comma 2-ter, TUI (40 euro per i permessi da tre mesi a un anno, 50 per quelli da uno a due anni, 100 per il lungo periodo e per dirigenti e lavoratori specializzati) e i 30,46 euro del permesso in formato elettronico; più 30 euro per il servizio postale. Nel kit va una marca da bollo da 16 euro. Per conversioni, duplicati e aggiornamenti e per i minori si versano solo i 30,46 euro; i permessi per asilo, protezione sussidiaria, protezione speciale, cure mediche, casi speciali, calamità e valore civile sono esenti dal contributo per legge. La pagina Quanto costa il permesso mette tutto in una tabella con la fonte ufficiale.
La ricevuta, e che cosa succede dopo
L'impiegato chiude la busta, la registra e ti consegna la ricevuta dell'assicurata: riporta il numero della raccomandata, un codice utente e una password con cui seguire lo stato della pratica sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) e, nella maggior parte delle province, la data e l'ora della convocazione in Questura per il fotosegnalamento. Conserva l'originale e fanne più copie: è il documento che dimostra la regolarità del soggiorno finché il permesso non è pronto (La ricevuta: che cosa puoi fare mentre aspetti).
Il giorno dell'appuntamento porti gli originali di tutto ciò che hai allegato in copia, le fototessere e la ricevuta. La Questura prende le impronte, verifica i documenti e, se manca qualcosa, ti consegna una richiesta di integrazione con un termine. Quando il permesso è stampato lo stato sul Portale cambia in «pronto per la consegna» e ricevi un SMS; il ritiro è in Questura, con la ricevuta e il passaporto.
Gli errori che fanno tornare indietro la pratica
- Il motivo sbagliato nel modulo 1: chi ha perso il lavoro e barra «lavoro subordinato» invece di «attesa occupazione», chi chiede il rinnovo di un permesso per studio finito invece della conversione.
- Il passaporto scaduto senza spiegazione: la Questura lo chiede in corso di validità, e se il tuo consolato non lo rinnova serve la documentazione della pagina Passaporto scaduto, mancante o negato.
- Il reddito indicato senza documenti: buste paga, CU o dichiarazione dei redditi vanno allegati, non solo dichiarati (Il reddito minimo).
- La marca da bollo dimenticata o di importo diverso, e il bollettino pagato con l'importo di un'altra fascia.
- L'indirizzo diverso da quello dell'anagrafe: la convocazione arriva lì, e la Questura competente è quella della provincia in cui dimori.
Fonti
D.Lgs. 286/1998, art. 5 (commi 2, 2-bis, 2-ter, 4, 9, 9-bis); DPR 394/1999, artt. 9, 11 e 13; art. 39, comma 4-bis, L. 3/2003 (convenzione con Poste Italiane); Portale Immigrazione, «Tabelle costi» (portaleimmigrazione.it), consultato il 20 settembre 2026; istruzioni del kit e pagine «Permesso di soggiorno» delle Questure. Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.