Il permesso di soggiorno · Requisiti
Il reddito minimo: come si calcola
Quasi tutte le regole sul reddito rimandano a un solo numero: l'importo annuo dell'assegno sociale, che l'INPS aggiorna ogni gennaio. Nel 2026 è 7.101,12 euro. Da lì si ricavano le soglie per il rinnovo, per il ricongiungimento, per il lungo periodo, per gli studenti. Questa pagina spiega come si fa il conto, quali redditi si sommano e che cosa succede quando l'anno è andato male.
In breve
- Il metro è l'assegno sociale: nel 2026 546,24 euro al mese per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro l'anno (INPS, circolare 153/2025, rivalutazione dell'1,4 per cento).
- Lungo periodo: reddito non inferiore all'assegno sociale, cioè 7.101,12 euro (art. 9, comma 1, TUI). Ricongiungimento: assegno sociale più la metà per ogni familiare, cioè 10.651,68 euro per un familiare, 14.202,24 per due, 17.752,80 per tre (art. 29, comma 3, lett. b).
- Per il rinnovo di un permesso per lavoro la legge non fissa una cifra ma chiede un reddito «sufficiente al sostentamento proprio e dei familiari» (art. 6, comma 5); Questure e giudici usano l'assegno sociale come riferimento, non come tagliola.
- Si sommano i redditi leciti e documentabili di tutti i familiari conviventi (art. 29, comma 3, lett. b); non contano i redditi in nero né, di regola, le prestazioni assistenziali.
- La valutazione guarda anche al futuro: un contratto appena firmato conta più di una CU bassa dell'anno scorso.
Il numero da cui si parte
L'assegno sociale è la prestazione che l'INPS paga agli over 67 senza pensione né reddito; il Testo Unico lo ha scelto come misura del «minimo per vivere» e a quella misura rimanda ogni volta che parla di reddito. L'importo cambia ogni anno con la rivalutazione: nel 2026 è di 546,24 euro mensili, per tredici mensilità, cioè 7.101,12 euro annui (circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025). Nel 2025 era di 538,69 euro mensili, 7.002,97 annui. Per le domande presentate nel 2026 vale la cifra del 2026; per il reddito da dimostrare, invece, si guarda di solito all'anno precedente, come spiegato sotto.
Le soglie, norma per norma
| Per che cosa | Regola | Nel 2026 | Norma |
|---|---|---|---|
| Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, per sé | Non inferiore all'assegno sociale | 7.101,12 € | Art. 9, c. 1 |
| Lungo periodo con familiari | Come il ricongiungimento | vedi sotto | Art. 9, c. 1 |
| Ricongiungimento di un familiare | Assegno sociale + 50 % | 10.651,68 € | Art. 29, c. 3, lett. b |
| Ricongiungimento di due familiari | Assegno sociale + 100 % | 14.202,24 € | Art. 29, c. 3, lett. b |
| Ricongiungimento di tre familiari | Assegno sociale + 150 % | 17.752,80 € | Art. 29, c. 3, lett. b |
| Ricongiungimento di quattro familiari | Assegno sociale + 200 % | 21.303,36 € | Art. 29, c. 3, lett. b |
| Due o più figli sotto i 14 anni | In ogni caso almeno il doppio | 14.202,24 € | Art. 29, c. 3, lett. b |
| Attesa occupazione, dopo il primo anno | I requisiti del ricongiungimento | 7.101,12 € per chi è solo | Art. 22, c. 11 |
| Permesso per ricerca lavoro dopo la laurea | I requisiti del ricongiungimento | 7.101,12 € | Art. 39-bis.1 |
| Rinnovo per lavoro subordinato o autonomo | Reddito sufficiente al sostentamento | L'assegno sociale è il riferimento della prassi | Art. 6, c. 5; art. 13, c. 2-bis, DPR 394 |
| Studenti | Mezzi di sussistenza secondo il decreto annuale sugli studenti | Cifra fissata ogni anno dal MAECI-MUR | Art. 39; art. 46 DPR 394 |
| Rifugiati per il ricongiungimento | Nessun requisito di reddito | — | Art. 29-bis |
La tabella completa per il ricongiungimento, con i casi misti (coniuge più figli, genitori), è in Il reddito per il ricongiungimento.
Quali redditi contano
Contano i redditi «derivanti da fonti lecite» (art. 29, comma 3, lett. b) e, per il rinnovo, «da lavoro o da altra fonte lecita» (art. 13, comma 2-bis, DPR 394/1999): stipendi, redditi da lavoro autonomo e d'impresa, pensioni, redditi da affitti, la NASpI e le altre indennità che sostituiscono la retribuzione, l'assegno di mantenimento ricevuto. La legge dice espressamente che «si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente»: il reddito del coniuge, del figlio maggiorenne che lavora, del genitore convivente si somma. Il datore di lavoro che ospita e mantiene non conta come reddito, ma l'alloggio fornito può pesare nella valutazione complessiva.
Non contano i redditi non dichiarati, per definizione, e questa è la trappola più comune: chi lavora in parte in nero non può usarlo per il permesso, e la Questura vede solo la CU. Le prestazioni assistenziali (assegno di inclusione, assegno unico) non sono redditi da lavoro; la prassi non le conta come reddito per il permesso, e i giudici sono divisi. Il reddito «figurativo» dell'alloggio gratuito conta solo nel caso previsto dalla legge per i rifugiati vulnerabili (art. 9, comma 1-ter).
Come si dimostra
Con documenti, non con dichiarazioni: la Certificazione Unica (CU) dell'anno precedente, la dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF), le ultime buste paga, il contratto di lavoro e la comunicazione UNILAV, per gli autonomi la dichiarazione IVA e i versamenti INPS, per le pensioni il modello ObisM. Il regolamento consente una dichiarazione sostitutiva temporanea con verifica d'ufficio (art. 13, comma 2-bis, DPR 394/1999), ma le Questure chiedono comunque le carte: allegarle al kit evita la richiesta di integrazione e mesi di attesa.
L'anno di riferimento è di regola quello precedente la domanda, perché è l'unico con una CU o una dichiarazione chiuse. Ma la legge non lo dice, e la giurisprudenza amministrativa — il Consiglio di Stato, sezione terza, in una linea costante — ha stabilito che la valutazione del reddito deve essere anche prognostica: la Questura deve chiedersi se lo straniero avrà i mezzi per vivere nel periodo del nuovo permesso, non solo se li ha avuti nell'anno passato. Un contratto a tempo indeterminato firmato a gennaio pesa più di una CU bassa dell'anno prima; un anno di disoccupazione seguito da un'assunzione non è motivo di diniego. Vale anche il contrario: un reddito alto nel passato con un licenziamento in corso non basta da solo.
Quando il reddito manca
Prima di negare il rinnovo per reddito insufficiente, la Questura deve tenere conto «della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché… della durata del suo soggiorno» (art. 5, comma 5, TUI, come esteso dalla Corte costituzionale con la sentenza 202/2013 a chiunque abbia legami familiari in Italia). Dieci anni di lavoro, figli a scuola, una casa in affitto regolare pesano, e un diniego che li ignora si annulla. Il preavviso di rigetto è il momento per produrre i documenti nuovi: il contratto appena firmato, la dichiarazione del datore, i redditi del coniuge. Le pagine Diniego e revoca e Il ricorso al TAR spiegano il resto.
Chi ha perso il lavoro non deve dimostrare il reddito per il primo anno di attesa occupazione (art. 22, comma 11): il requisito torna solo dopo. E chi ha una famiglia da ricongiungere e non arriva alla soglia può aspettare, sommare i redditi del nucleo, o far entrare i familiari uno alla volta: la soglia cresce di metà assegno sociale per ciascuno.
Fonti
D.Lgs. 286/1998, artt. 5 (comma 5), 6 (comma 5), 9 (commi 1 e 1-ter), 22 (comma 11), 29 (comma 3, lett. b), 29-bis, 39-bis.1; DPR 394/1999, artt. 13 (comma 2-bis) e 46; INPS, circolare 19 dicembre 2025, n. 153 (assegno sociale 2026: 546,24 euro mensili, 7.101,12 annui; 2025: 538,69 mensili); Corte cost., sent. 18 luglio 2013, n. 202; giurisprudenza del Consiglio di Stato, sez. III, sulla valutazione prognostica del reddito. Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.