Strumenti · Spiegazione
Le fonti e il metodo
Un sito che spiega la legge vale quanto le sue fonti e quanto la sua onestà sui limiti. Questa pagina dice come sono scritte le pagine di immigrazione.net: da quali testi partono, come citano, come trattano i numeri e le date, che cosa fanno quando la legge e la prassi non coincidono, come segnalano ciò che non è certo, e che cosa il sito sceglie deliberatamente di non fare. È la pagina da leggere prima di fidarsi.
In breve
- Prima la norma. Ogni pagina parte dal testo vigente della legge — il Testo unico sull'immigrazione (D.Lgs. 286/1998) e il suo regolamento (DPR 394/1999), i decreti sull'asilo (D.Lgs. 25/2008, 251/2007, 142/2015), il D.Lgs. 30/2007 sui cittadini UE, i regolamenti europei — letto su normattiva.it o EUR-Lex il giorno della verifica, con l'articolo e il comma citati accanto a ogni affermazione. Le virgolette racchiudono solo parole della legge o della sentenza, mai parafrasi.
- Poi la prassi. Circolari, tabelle ministeriali, manuali dei portali, comportamenti delle Questure e delle Prefetture sono riportati come prassi, con l'indicazione di che cosa sono; quando la prassi contraddice la norma, lo diciamo e diciamo chi ha ragione secondo i giudici, se si sono pronunciati.
- I numeri hanno una fonte e una data. Costi, quote, soglie di reddito, termini, statistiche vengono da documenti ufficiali indicati nella sezione «Fonti» di ogni pagina (Portale Immigrazione, DPCM flussi, circolari INPS, ISTAT, cruscotto del Ministero dell'Interno, Ministero dei trasporti, Conferenza dell'Aja); non pubblichiamo stime nostre né «medie» di mercato.
- Le sentenze sono citate con corte, numero e data, e con la loro portata reale; le pronunce che non abbiamo potuto leggere non sono citate.
- La data di verifica in cima e in fondo a ogni pagina dice fino a quando il testo è stato controllato; la pagina Novità 2025-2026 e il Calendario tengono il conto dei cambiamenti; le correzioni si fanno nel testo, con la nuova data.
- Ciò che non sappiamo lo diciamo: «la prassi varia», «non risulta», «alla data di verifica», «da chiedere in Questura» non sono formule di cortesia ma segnali di incertezza reale. Il sito non fa previsioni, non dà consulenza, non tratta casi individuali, non nomina avvocati, non tratta la cittadinanza se non nei punti di contatto con il soggiorno.
Da dove partono le pagine
La regola di scrittura è una sola: leggere l'articolo prima di descriverlo. Il diritto dell'immigrazione italiano è fatto di un testo unico modificato decine di volte, di decreti-legge che si succedono ogni anno, di regolamenti europei che dal 2026 si applicano direttamente, di circolari che riempiono i vuoti; la memoria di come funzionava una cosa due anni fa è la fonte più comune di errore, e la si evita solo andando a rileggere. Per ogni pagina il testo di riferimento è quello vigente alla data di verifica su normattiva.it — con le parentesi doppie che segnalano le modifiche recenti, le note di aggiornamento e la storia delle versioni — e, per il diritto dell'Unione, su EUR-Lex; per le sentenze i siti delle Corti (Corte costituzionale, Cassazione, Consiglio di Stato, curia.europa.eu, HUDOC); per le prassi i siti dei Ministeri (Interno, Esteri, Lavoro, Trasporti, Giustizia), il Portale Immigrazione, il portale ALI, l'INPS, l'Agenzia delle Entrate. La pagina Le fonti: dove sono scritte le regole elenca le fonti per materia con numero e anno e spiega come si legge un articolo (bis e ter, commi, parentesi, note); questa pagina spiega come le usiamo.
L'ordine di lettura segue la gerarchia: la Costituzione e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo; i trattati e i regolamenti dell'Unione (dal 12 giugno 2026 il Patto sulla migrazione e l'asilo si applica direttamente: regolamenti 2024/1348 sulle procedure, 2024/1351 sulla gestione, 2024/1356 sullo screening, 2024/1358 Eurodac, 2024/1347 qualifiche; l'EES e, quando partirà, l'ETIAS; il codice frontiere e il codice dei visti); le direttive, che valgono attraverso le leggi che le recepiscono ma si usano per interpretarle; il testo unico e il regolamento di attuazione; i decreti legislativi di settore; i decreti-legge recenti e le loro leggi di conversione (DL 20/2023, DL 133/2023, DL 145/2024, DL 37/2025, DL 146/2025, DL 100/2026, D.Lgs. 83/2026), che sono letti nel testo coordinato; i DPCM e i decreti ministeriali (flussi, costi, tariffe); le circolari, che non sono fonti ma indicano come gli uffici applicano le fonti; infine la giurisprudenza, che dice chi ha ragione quando norma e prassi divergono. Quando una norma è in vigore ma non ancora applicata (per esempio le disposizioni del regolamento rimpatri differite di dodici mesi), lo diciamo con le date.
Come citiamo
Ogni affermazione normativa è seguita dalla fonte fra parentesi: «(art. 5, comma 9, TUI)», «(art. 10, comma 3, lettera b, D.Lgs. 30/2007)», «(art. 35, regolamento 2024/1348)». Le virgolette basse «…» contengono il testo letterale della norma o della sentenza, copiato e non riassunto; le parentesi quadre con i puntini [...] segnalano le omissioni; le parentesi tonde dentro le virgolette sono nostre glosse. Quando parafrasiamo, non usiamo virgolette. Le sentenze sono citate con la corte, la sezione se rilevante, il numero e la data (Corte cost., sent. 44/2020; Cass., sez. un., 13 novembre 2019, n. 29459; CGUE, C-673/16, 5 giugno 2018; Corte EDU, Khlaifia c. Italia, GC, 15 dicembre 2016) e con la loro portata: una sentenza che ha deciso un caso non «abolisce» una norma se non è della Corte costituzionale, e lo diciamo. Le circolari sono citate con l'ufficio, il numero e la data, e presentate come prassi: la circolare può essere disattesa dal giudice, e più volte lo è stata. Le pagine ministeriali (Portale Immigrazione, Ministero dei trasporti, INPS) sono citate con il titolo e la data di aggiornamento che riportano. La sezione «Fonti» in fondo a ogni pagina raccoglie tutto ciò che è stato usato, in modo che chi vuole possa rifare il percorso; contiene solo fonti effettivamente lette.
I numeri, le date, le liste
Un numero senza fonte è un'opinione. Gli importi (contributi, tariffe, soglie di reddito, sanzioni) sono presi dai documenti che li fissano, con l'anno: le tabelle costi del Portale Immigrazione, la tariffa consolare, il codice dei visti, le circolari INPS sull'assegno sociale, il decreto sul patrocinio, gli articoli del testo unico per le sanzioni. Le quote vengono dal DPCM sui flussi e dalle circolari attuative; le date (click day, entrate in vigore, scadenze delle proroghe) dagli atti che le fissano e dal Calendario; le statistiche (presenze, permessi, domande d'asilo, rimpatri, sbarchi) dall'ISTAT, dal cruscotto statistico del Ministero dell'Interno, da Eurostat, con la data del dato, e sono usate per dare un ordine di grandezza, non per argomentare. Le liste che cambiano — Paesi sicuri, Stati con accordi di conversione della patente, Stati dell'Aja, Paesi con convenzione di sicurezza sociale — sono copiate dalla fonte ufficiale il giorno della verifica e riportate con la data di quell'aggiornamento; chi le consulta mesi dopo deve rifare il controllo, e la pagina lo dice. Non pubblichiamo stime nostre (quanti irregolari ci sono, quanto costa un avvocato «in media», quanto dura «di solito» un rinnovo in una certa città) se non come descrizione qualitativa e dichiarata di ciò che è noto; dove il sito dice «da settimane a mesi» è perché nessuna fonte ufficiale misura quel tempo.
Norma e prassi
Il diritto dell'immigrazione vive nella distanza fra ciò che la legge dice e ciò che gli uffici fanno: la Questura che chiede documenti non previsti, il termine di novanta giorni che diventa un anno, la circolare che restringe la legge, il consolato che non risponde. Il metodo del sito è dire entrambe le cose e tenerle distinte: che cosa prevede la norma (con l'articolo), che cosa fa l'ufficio (come prassi, con la fonte se esiste, altrimenti come «prassi diffusa» o «di alcune Questure»), e chi ha ragione secondo i giudici, quando si sono pronunciati. Non consigliamo di adeguarsi alla prassi illegittima né di ignorarla: spieghiamo il rimedio (la richiesta scritta, il rifiuto motivato, il ricorso) e il suo costo. Quando la prassi è l'unica regola esistente — per esempio le modalità di prenotazione di una Questura — la descriviamo come tale, senza fingere che sia legge.
Che cosa il sito non fa
- Non dà consulenza e non risponde a casi individuali, e non ha un telefono. Le pagine descrivono le regole; ogni caso ha fatti che le regole non conoscono, e per quelli servono uno sportello o un avvocato (si vedano Aiuto gratuito e Trovare un avvocato).
- Non nomina avvocati, studi, consulenti, agenzie: sarebbe pubblicità, e il sito non ne fa. Nomina invece le istituzioni, i patronati come categoria, i numeri pubblici, gli enti di tutela in modo generico.
- Non tratta la cittadinanza italiana se non nei punti in cui incrocia il soggiorno (il rinnovo in attesa, i figli nati in Italia, i termini): è una materia con regole proprie.
- Non fa previsioni su leggi in discussione, sentenze attese, decreti annunciati: riporta ciò che è in vigore e, con la data, ciò che è stato adottato ma non ancora applicato. Il dibattito politico non è oggetto del sito.
- Non traduce: è in italiano, scritto perché lo capisca chi non ha l'italiano come prima lingua, con le parole tecniche spiegate nella pagina Le parole.
- Non raccoglie dati: nessun cookie, nessun tracciamento, nessuna pubblicità, nessuno script di terze parti; il sito è pagine statiche, e leggerlo non lascia tracce se non nei registri ordinari del server, che non sono usati per profilare nessuno.
Errori e aggiornamenti
Un sito di 170 pagine su una materia che cambia ogni mese contiene errori: norme modificate dopo la verifica, cifre superate, prassi cambiate, e sviste. La difesa è la data di verifica, che ogni pagina porta e che va letta prima del testo: una pagina verificata sei mesi fa in materia di flussi o di asilo può essere superata, e chi la usa deve controllare le fonti indicate. Le pagine vengono riverificate con priorità per le materie più mobili (asilo, flussi, costi, calendario) e quando un decreto le tocca; la pagina Novità 2025-2026 elenca i cambiamenti con la data. Le correzioni sono fatte nel testo, con l'aggiornamento della data di verifica, senza note a margine: la pagina che si legge è sempre l'ultima versione. Non essendoci un canale di contatto, le segnalazioni non arrivano dai lettori ma dalla rilettura delle fonti: è un limite scelto, e questa pagina lo dichiara.
Fonti
normattiva.it (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: testi vigenti con aggiornamenti); EUR-Lex (diritto dell'Unione); cortecostituzionale.it, italgiure e cortedicassazione.it, giustizia-amministrativa.it, curia.europa.eu, hudoc.echr.coe.int (giurisprudenza); interno.gov.it, Portale Immigrazione, portale ALI, integrazionemigranti.gov.it, esteri.it, lavoro.gov.it, mit.gov.it, giustizia.it, inps.it, agenziaentrate.gov.it, istat.it, Eurostat, hcch.net (prassi, tabelle, statistiche, elenchi). Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.