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La Carta blu UE per lavoratori altamente qualificati

È l'unico permesso di lavoro europeo — vale il nome in tutta l'Unione, tranne Danimarca e Irlanda — ed è la via fuori quota per chi ha una laurea o un'esperienza qualificata e un datore italiano pronto a pagare almeno lo stipendio medio. La riforma del 2023 l'ha resa più accessibile: soglia più bassa, esperienza al posto del titolo, cambio di datore più libero, famiglia subito. Questa pagina spiega chi la può avere, che cosa deve fare il datore e che cosa dà.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  1. La Carta blu è per chi lavora «per conto o sotto la direzione o il coordinamento» di un datore e ha, in alternativa: un titolo di istruzione superiore di almeno tre anni (o livello 6 EQF); i requisiti per una professione regolamentata; «una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale di livello paragonabile»; o tre anni di esperienza negli ultimi sette per dirigenti e specialisti dell'informatica (art. 27-quater, comma 1, TUI).
  2. Il datore presenta la domanda allo Sportello unico, fuori quota, con «la proposta di contratto di lavoro o l'offerta di lavoro vincolante della durata di almeno sei mesi» e una retribuzione «non… inferiore alla retribuzione prevista nei contratti collettivi nazionali… e comunque non inferiore alla retribuzione media annuale lorda come rilevata dall'ISTAT» (comma 5) — circa 35.500 € lordi nel 2025-2026.
  3. Il nulla osta arriva «non oltre trenta giorni» (comma 6); il permesso «Carta blu UE» dura due anni per i contratti a tempo indeterminato, altrimenti quanto il contratto più tre mesi (comma 11). Vale anche per chi è già in Italia con un altro permesso (comma 2, lett. c).
  4. Nei primi dodici mesi il cambio di datore richiede l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro, che si intende data dopo quindici giorni (comma 13); poi il lavoro è libero; si può fare lavoro autonomo in parallelo (comma 13-ter); il ricongiungimento è immediato, senza limiti di durata del permesso e con rilascio contestuale (comma 16).
  5. Dopo dodici mesi in un altro Stato UE con Carta blu si entra in Italia senza visto (comma 17); per il permesso di lungo periodo si sommano i periodi passati in altri Stati membri (art. 9, comma 1-bis).

Chi ha i requisiti

La direttiva 2021/1883, attuata dal D.Lgs. 152/2023, ha allargato l'accesso. «L'ingresso ed il soggiorno, per periodi superiori a tre mesi è consentito, al di fuori delle quote…, agli stranieri… lavoratori stranieri altamente qualificati, che intendono svolgere prestazioni lavorative retribuite per conto o sotto la direzione o il coordinamento di un'altra persona fisica o giuridica e che sono alternativamente in possesso: a) del titolo di istruzione superiore di livello terziario rilasciato dall'autorità competente nel paese dove è stato conseguito che attesti il completamento di un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale o di una qualificazione professionale di livello post secondario di durata almeno triennale o corrispondente almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni…; b) dei requisiti previsti dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 206, limitatamente all'esercizio di professioni regolamentate; c) di una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale di livello paragonabile ai titoli d'istruzione superiori di livello terziario, pertinenti alla professione o al settore specificato nel contratto di lavoro o all'offerta vincolante; d) di una qualifica professionale superiore attestata da almeno tre anni di esperienza professionale pertinente acquisita nei sette anni precedenti la presentazione della domanda di Carta blu UE, per quanto riguarda dirigenti e specialisti nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione di cui alla classificazione ISCO-08, n. 133 e n. 25» (comma 1). Una laurea triennale basta (prima serviva un percorso «almeno triennale» con la Dichiarazione di valore; oggi il titolo estero va comunque documentato, di regola con la Dichiarazione di valore del consolato o l'attestato CIMEA, Il riconoscimento dei titoli); l'esperienza può sostituire il titolo; per le professioni regolamentate (medico, infermiere, ingegnere, avvocato) serve il riconoscimento della qualifica secondo il D.Lgs. 206/2007. La Carta blu vale per chi è all'estero, per chi ha una Carta blu di un altro Stato membro e per chi è «regolarmente soggiornante sul territorio nazionale» con un altro permesso (comma 2) — lo studente laureato in Italia, il lavoratore con permesso ordinario, il familiare — senza tornare all'estero e «a prescindere dal requisito dell'effettiva residenza all'estero» (comma 6). Sono esclusi i richiedenti asilo e i titolari di protezione temporanea o di permessi per cure, casi speciali e calamità, i ricercatori dell'art. 27-ter, i lungo-soggiornanti di altri Stati che lavorano in Italia ai sensi dell'art. 9-bis, i distaccati dell'art. 27, lett. a, g, i, e chi ha un'espulsione anche sospesa (comma 3). Il rifugiato può averla, con l'annotazione della protezione (comma 11-bis).

Che cosa fa il datore

«La domanda di nulla osta al lavoro per i lavoratori stranieri altamente qualificati è presentata dal datore di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione» (comma 4) sul portale ALI, in qualsiasi momento dell'anno. Oltre a quanto serve per ogni nulla osta (alloggio, contratto di soggiorno, PEC, I requisiti del datore), il datore «deve indicare, a pena di rigetto della domanda: a) la proposta di contratto di lavoro o l'offerta di lavoro vincolante della durata di almeno sei mesi, per lo svolgimento di una attività lavorativa che richiede il possesso di uno dei requisiti di cui al comma 1; b) il titolo di istruzione, la qualifica professionale superiore o i requisiti… posseduti dallo straniero; c) l'importo della retribuzione annuale, come ricavato dal contratto di lavoro ovvero dall'offerta vincolante, che non deve essere inferiore alla retribuzione prevista nei contratti collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, e comunque non inferiore alla retribuzione media annuale lorda come rilevata dall'ISTAT» (comma 5). La soglia non è più una volta e mezza la media, come prima del 2023, ma la media stessa: il dato ISTAT delle retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente, che il Ministero del Lavoro aggiorna — 33.500 € fino a metà 2025, 35.500 € lordi annui da luglio 2025 —, e in ogni caso il minimo del contratto collettivo per il livello. Il lavoro deve essere davvero qualificato: un laureato assunto come cameriere non ha la Carta blu. La verifica al Centro per l'impiego non serve se il lavoratore ha già un titolo di soggiorno per lavoro qualificato (comma 5-ter), e in quel caso non si ripresentano i titoli già verificati (comma 5-bis). «Lo sportello unico per l'immigrazione rilascia il nulla osta al lavoro non oltre trenta giorni dalla presentazione della domanda ovvero, entro il medesimo termine, comunica al datore di lavoro il rigetto» (comma 6). Il datore che ha firmato un protocollo con il Ministero dell'Interno salta il nulla osta: basta la comunicazione della proposta di contratto, e il questore rilascia il permesso entro trenta giorni (comma 8). Il nulla osta è rifiutato o revocato per documenti falsi o per mancata trasmissione del contratto di soggiorno (comma 9) e per le condanne del datore (comma 10). Poi il visto (per chi è all'estero), l'ingresso, il contratto di soggiorno, la comunicazione di assunzione e il permesso: «un permesso di soggiorno… recante la dicitura “Carta blu UE”…, con durata biennale, nel caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero con durata pari a quella del rapporto di lavoro più tre mesi, negli altri casi» (comma 11). Per chi è già in Italia, il permesso si chiede in Questura con il nulla osta senza uscire.

Che cosa dà

Lavoro. «Il titolare di Carta blu UE…, limitatamente ai primi dodici mesi di occupazione legale sul territorio nazionale, esercita esclusivamente attività lavorative conformi alle condizioni di ammissione… e limitatamente a quelle per le quali è stata rilasciata la Carta blu UE. I cambiamenti di datore di lavoro nel corso dei primi dodici mesi sono soggetti all'autorizzazione preliminare da parte delle competenti Direzioni territoriali del lavoro. Decorsi 15 giorni dalla ricezione della documentazione relativa al nuovo contratto di lavoro o offerta vincolante, il parere… si intende acquisito» (comma 13). Dopo dodici mesi il cambio è libero, sempre per un lavoro qualificato con la soglia; «durante il periodo di disoccupazione, è autorizzato a cercare e assumere un impiego» (comma 13-bis), e il permesso non è revocato per la disoccupazione se il titolare ha risorse (comma 12, lett. d); si applica l'attesa occupazione dell'art. 22, comma 11 (comma 18). Il titolare «può esercitare, in parallelo all'attività subordinata altamente qualificata, un'attività di lavoro autonomo» (comma 13-ter). Parità. «I titolari di Carta blu UE beneficiano di un trattamento uguale a quello riservato ai cittadini» salvo l'accesso al mercato del lavoro nei primi dodici mesi (comma 15), con l'esclusione dei pubblici poteri e dei posti riservati (comma 14). Famiglia. «Il ricongiungimento familiare è consentito al titolare di Carta blu UE, indipendentemente dalla durata del suo permesso di soggiorno…; ai familiari è rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia… di durata pari a quello del titolare…; se le condizioni per il ricongiungimento familiare sono soddisfatte e le domande complete sono presentate contemporaneamente, il permesso di soggiorno del familiare è rilasciato contestualmente alla Carta blu UE» (comma 16): il coniuge e i figli arrivano insieme, con i requisiti di reddito e alloggio dell'art. 29; il requisito dei due anni di soggiorno dell'art. 28, comma 1-bis (DL 145/2024) non è applicato ai titolari di Carta blu, perché il comma 16 consente il ricongiungimento «indipendentemente dalla durata del suo permesso» e l'art. 17 della direttiva 2021/1883 vieta di subordinarlo a un periodo minimo di soggiorno (Il ricongiungimento). Lungo periodo. Per il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo il titolare di Carta blu somma i periodi di soggiorno in altri Stati membri con Carta blu, purché abbia gli ultimi due anni in Italia (art. 9, comma 1-bis), e conserva il diritto anche con assenze più lunghe (Il lungo periodo). Mobilità. Il titolare di Carta blu di un altro Stato membro può lavorare in Italia fino a novanta giorni su centottanta senza formalità e, «dopo dodici mesi di soggiorno legale in un altro Stato membro…, può fare ingresso in Italia senza necessità del visto» per un lavoro di lunga durata, con il nulla osta chiesto dal datore entro un mese dall'ingresso e deciso in trenta giorni; i familiari seguono con un permesso rilasciato in trenta giorni (comma 17). Lo stesso vale, all'inverso, per il titolare di Carta blu italiana che va in Germania o in Francia.

Quando conviene e quando no

La Carta blu conviene a chi ha un'offerta qualificata sopra la soglia e vuole entrare fuori dal click day (o convertire senza quote da studio, famiglia o lavoro ordinario), a chi pensa di muoversi in Europa, a chi vuole la famiglia subito. Non conviene, o non serve, a chi guadagna meno della media ISTAT — per lui c'è il permesso ordinario per lavoro subordinato, in quota o per conversione —, ai ricercatori (che hanno l'art. 27-ter, I ricercatori), ai dirigenti distaccati da una casa madre estera (che hanno l'ICT dell'art. 27-quinquies, Distacco e ICT), ai lavoratori autonomi. Il rifiuto del nulla osta si impugna al TAR (Nulla osta negato); il permesso segue le regole comuni per rinnovo, revoca e conversione.

Fonti

D.Lgs. 286/1998, artt. 5-bis, 9 (comma 1-bis), 22, 27-quater (commi 1-18-ter); direttiva (UE) 2021/1883; D.Lgs. 18 ottobre 2023, n. 152; D.Lgs. 6 novembre 2007, n. 206 (professioni regolamentate); DM Lavoro 8 gennaio 2018 (Quadro nazionale delle qualificazioni); circolare congiunta Ministero del Lavoro-Ministero dell'Interno 28 marzo 2024; ISTAT, retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente (soglia 35.500 € da luglio 2025); DL 145/2024, art. 1; direttiva (UE) 2021/1883, art. 17 (ricongiungimento senza periodo minimo di soggiorno). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.