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Che cosa fare se…: gli alberi delle decisioni

Otto situazioni che arrivano di colpo, con la domanda che si fa alle due di notte: e adesso? Ogni albero parte da quella domanda, si divide sui fatti che contano e finisce nelle pagine del sito che spiegano il passo successivo. Non è un consiglio su che cosa fare: è la mappa di che cosa la legge prevede in ciascun caso.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

1. Il mio permesso è scaduto, o sta per scadere

  • Mancano più di 90 giorni alla scadenza?
    • Sì: prepara i documenti e spedisci il kit non appena entri nei 90 giorni. Il rinnovo, Il kit postale.
    • No, ma non è ancora scaduto: spedisci subito il kit; la ricevuta ti copre. La ricevuta.
  • È scaduto da meno di 60 giorni senza domanda?
    • Spedisci il kit ora: il ritardo non è motivo di diniego; entro i 60 giorni non sei espellibile. Il rinnovo tardivo.
  • È scaduto da più di 60 giorni?
    • Spedisci comunque il kit e spiega il ritardo; sei formalmente espellibile finché la Questura non decide, e il ricorso contro un'eventuale espulsione userà la domanda presentata. L'espulsione, Il ricorso.
  • Il motivo del permesso non c'è più (lavoro finito, matrimonio finito, studi finiti)?
  • Hai cinque anni di permessi e il reddito?
    • Chiedi il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo invece del rinnovo. Il lungo periodo.

2. Ho perso il lavoro

  • Avevi un permesso per lavoro subordinato (non stagionale)?
    • Sì: il permesso non si perde. Fai la dichiarazione di immediata disponibilità al Centro per l'impiego, chiedi la NASpI, e se il permesso scade chiedi l'attesa occupazione. Perdita del lavoro, Attesa occupazione.
    • Stagionale: il permesso segue il nulla osta; puoi cambiare datore entro i nove mesi tramite la piattaforma SIISL. Il lavoro stagionale.
    • Carta blu o ICT: regole proprie. Carta blu, ICT.
  • Hai trovato un altro lavoro?
  • È passato più di un anno (o è finita la NASpI) e non hai reddito?
  • Il lavoro era in nero o con sfruttamento?

3. Mi hanno negato il visto

  • Che visto era?
    • Turismo, affari, visita (tipo C): leggi il motivo sul modulo; di regola conviene ripresentare la domanda meglio documentata; il ricorso è al TAR Lazio in 60 giorni. Il diniego del visto.
    • Ricongiungimento familiare, familiare al seguito, coniuge di italiano o di cittadino UE: il giudice è il tribunale ordinario, che può ordinare il rilascio. Il nulla osta negato, il visto negato.
    • Lavoro dopo il nulla osta: il datore deve aver confermato entro 15 giorni; il diniego deve essere motivato; TAR Lazio. Il visto per lavoro.
    • Studio: motivazione sempre dovuta; TAR Lazio o nuova domanda nella finestra successiva. Il visto per studio.
  • Il diniego dice «documenti falsi»?
    • La domanda è inammissibile e il fatto resta nel VIS: serve un avvocato prima di qualunque nuova domanda. Il diniego del visto.

4. Ho ricevuto un decreto di espulsione

  • Da chi e perché?
    • Prefetto, per soggiorno irregolare: ricorso al giudice di pace in 30 giorni; chiedi il termine per la partenza volontaria se non ti è stato dato. L'espulsione amministrativa, Il ricorso.
    • Ministro, per sicurezza: TAR Lazio in 60 giorni. Espulsione ministeriale.
    • Giudice penale, con la condanna: magistrato di sorveglianza e impugnazioni penali. L'espulsione come pena.
    • Rigetto dell'asilo con «attestazione dell'obbligo di rimpatrio»: il ricorso è contro il rigetto, al tribunale, in 30, 7 o 5 giorni. Il diniego dell'asilo.
  • Rientri in un divieto di espulsione?
    • Minore, gravidanza, coniuge o parente di italiano convivente, carta di soggiorno, grave malattia, rischio di persecuzione o tortura: il decreto è illegittimo e la Questura deve rilasciare il permesso corrispondente. Chi non può essere espulso.
  • Hai una domanda di permesso pendente, o un ricorso con sospensiva?
    • Non sei espellibile: il ricorso lo dimostra con la ricevuta. La ricevuta.
  • Sei stato portato in un CPR?
  • Vuoi partire?

5. Voglio portare in Italia mio marito, mia moglie, i figli, i genitori

  • Chi sei tu?
    • Cittadino italiano che ha sempre vissuto in Italia: il coniuge e i familiari hanno il permesso per famiglia di cinque anni, senza reddito. Sposare un cittadino italiano.
    • Cittadino italiano che ha vissuto in un altro Stato UE, o cittadino dell'Unione: carta di soggiorno di familiare di cittadino UE. I familiari di cittadini UE.
    • Straniero con permesso di almeno un anno per lavoro, famiglia, studio, religione o protezione: ricongiungimento con reddito e alloggio; due anni di soggiorno per coniuge e genitori. Il ricongiungimento, La tabella del reddito.
    • Rifugiato o titolare di protezione sussidiaria: ricongiungimento senza reddito né alloggio. Il permesso per asilo.
  • Chi vuoi portare?
    • Coniuge o figli minori: sì. Figli maggiorenni: solo se invalidi totali. Genitori: solo se a carico senza altri figli, o over 65 con figli impossibilitati. Genitori anziani.
  • Il familiare è già in Italia?

6. Sono irregolare: posso regolarizzarmi?

7. Ho 17 anni e sono solo in Italia

  • Sei già stato segnalato e accolto?
    • No: presentati ai servizi sociali del Comune, alla polizia o a una struttura: non puoi essere respinto né espulso; hai diritto a un tutore, a un posto, alla scuola, alle cure. Minori stranieri non accompagnati.
    • Sì: chiedi il permesso per minore età, valido fino ai 18 anni, anche prima del tutore.
  • Compi 18 anni entro pochi mesi?
    • Chiedi prima del compleanno la conversione (studio, lavoro, accesso al lavoro) e, se il percorso non è finito, il prosieguo amministrativo fino ai 21 anni. A diciotto anni.
  • Temi di tornare nel tuo Paese?
  • Hai familiari in un altro Paese europeo?

8. Sono italiano: voglio assumere una badante, ospitare, sposare

Fonti

Gli alberi riassumono le norme spiegate nelle pagine collegate: D.Lgs. 286/1998, D.Lgs. 30/2007, D.Lgs. 25/2008, D.Lgs. 142/2015, L. 47/2017, DL 145/2024, DL 146/2025, DL 100/2026. Non sostituiscono la lettura delle pagine né il parere di un professionista. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.