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Il click day: come funziona, che cosa aspettarsi
Il giorno in cui si aprono le quote è diventato il collo di bottiglia dell'immigrazione per lavoro in Italia: centinaia di migliaia di domande in pochi minuti, per poche decine di migliaia di posti, con una graduatoria per ordine di arrivo al secondo. Dal 2024 il sistema è stato riformato per ridurre le frodi — precompilazione mesi prima, controlli anticipati, un tetto di tre domande per i datori privati — ma la logica resta: chi arriva prima entra. Questa pagina spiega ogni passaggio e che cosa succede alle domande che restano fuori.
In breve
- Il click day è il giorno, fissato dal DPCM flussi, in cui le domande di nulla osta già precompilate possono essere inviate dal portale del Ministero dell'Interno (Portale Servizi ALI); le domande sono trattate «nel rispetto dei limiti numerici» in ordine cronologico di invio (art. 22, comma 5.1, TUI).
- I datori «procedono alla precompilazione dei moduli di domanda» nelle settimane precedenti, con controlli sulle dichiarazioni «contestualmente all'accesso alla precompilazione» e possibili ispezioni anticipate dell'Ispettorato del lavoro (comma 2-bis.1); i privati «possono presentare… non più di tre richieste» per anno (comma 2-bis.2), senza limite per associazioni datoriali, consulenti del lavoro e agenzie per il lavoro.
- Per il 2026 i click day sono stati il 12 gennaio (stagionali agricoli), il 9 febbraio (stagionali turistici), il 16 febbraio (non stagionali) e il 18 febbraio (assistenza familiare), con la precompilazione dal 23 ottobre al 7 dicembre 2025; per il 2027 (165.850 ingressi) la circolare con le date non è ancora uscita al 20 settembre 2026.
- Le domande oltre le quote non sono respinte: «possono essere esaminate nell'ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili» (comma 5.1), cioè se altre domande decadono o se il Governo aggiunge quote; le domande restano inviabili fino al 31 dicembre.
- Il nulla osta arriva, se arriva, entro sessanta giorni «dalla data di imputazione della richiesta alle quote» (comma 5); poi il visto e l'ingresso. Nessuno può «garantire» l'esito: chi lo promette a pagamento truffa.
Perché esiste il click day
La legge ammette l'ingresso per lavoro solo «nell'ambito delle quote di ingresso stabilite nei decreti» del Presidente del Consiglio (art. 21, comma 1; art. 3, comma 4). Le quote sono divise per tipo (stagionale, non stagionale, autonomo), per settore e per Paese, e sono sempre molto inferiori alle domande: nel 2023 e nel 2024 sono arrivate quasi 700.000 domande per 136.000 e 151.000 posti. Il criterio di distribuzione è l'ordine cronologico di invio: le domande sono «esaminate nei limiti numerici stabiliti con il decreto» e quelle «eccedenti tali limiti possono essere esaminate nell'ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili» (art. 22, comma 5.1). L'ordine si misura al secondo, e questo ha prodotto il fenomeno del «click day»: alle 9:00 del giorno fissato migliaia di operatori premono invio, il sistema registra l'orario, e le quote di alcune categorie e Paesi si esauriscono in pochi minuti. Il DPCM 2 ottobre 2025 ha fissato il triennio 2026-2028 con quattro click day l'anno per categoria (Il decreto flussi).
La precompilazione
Dal 2024 la domanda non si scrive il giorno del click day, ma settimane prima. «I datori di lavoro ovvero le organizzazioni dei datori di lavoro… che intendono presentare, nei giorni indicati nei decreti…, richiesta di nulla osta per lavoro subordinato, anche a carattere stagionale, per gli ingressi previsti dai medesimi decreti, procedono alla precompilazione dei moduli di domanda, tramite il portale informatico messo a disposizione dal Ministero dell'interno. Le amministrazioni effettuano i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni fornite dagli utenti contestualmente all'accesso alla precompilazione… L'Ispettorato nazionale del lavoro può effettuare, anche in via anticipata, le verifiche ispettive di competenza sui moduli di domanda precompilati…, ai fini dell'eventuale esclusione dei datori di lavoro… dalla procedura informatica di presentazione della domanda» (art. 22, comma 2-bis.1). In pratica: il datore (o il consulente, l'associazione, l'agenzia) accede al Portale Servizi ALI del Ministero dell'Interno con SPID o CIE, deve avere un domicilio digitale — una PEC iscritta in INI-PEC o INAD (art. 22, comma 2, lett. d-ter) — e compila il modulo della categoria (A-bis per il lavoro domestico, B2020 per il non stagionale, C-stag per lo stagionale), con i dati del lavoratore, del passaporto, del contratto proposto, dell'alloggio, e allega la documentazione firmata digitalmente; il sistema incrocia i dati con l'Agenzia delle Entrate, l'INPS e la Camera di commercio e blocca le domande dei datori che non risultano esistere o non hanno capacità economica. Nel 2025 la finestra è stata «dalle ore 09:00 del 23 ottobre 2025 e fino alle ore 20:00 del 7 dicembre 2025», con una riapertura dal 9 al 13 dicembre per completare le domande già iniziate. Chi non ha precompilato nella finestra non partecipa al click day. I privati — le famiglie che assumono colf e badanti, i piccoli datori — «possono presentare come utenti privati non più di tre richieste di nulla osta al lavoro subordinato per ciascuna delle annualità» (comma 2-bis.2); il limite non vale per le domande presentate «tramite le organizzazioni di categoria dei datori di lavoro…, i soggetti abilitati o autorizzati ai sensi dell'articolo 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12» (i consulenti del lavoro, gli avvocati, i commercialisti abilitati) «e dalle agenzie di somministrazione», «i quali garantiscono che il numero delle richieste… sia proporzionale al volume degli affari» del datore. Le associazioni che hanno firmato un protocollo con il Ministero del Lavoro presentano senza asseverazione e con la procedura semplificata (art. 24-bis, comma 3).
Il giorno dell'invio
Alle 9:00 del giorno fissato il portale apre la funzione «invia» per le domande precompilate della categoria in calendario. Il sistema attribuisce a ogni domanda un orario di trasmissione; le domande sono poi assegnate alle quote della provincia e del settore in ordine di orario, e quando la quota è esaurita le successive restano in stato di attesa. La circolare interministeriale dell'anno (per il 2026 la n. 8047 del 16 ottobre 2025) precisa il calendario e le regole; il DPCM prevede che le domande possano essere inviate «fino al 31 dicembre» dell'anno, perché le quote che restano libere o si liberano vengono redistribuite. Nel 2026 il calendario è stato: 12 gennaio stagionali agricoli (modello C-stag agricolo), 9 febbraio stagionali turistico-alberghieri (C-stag turistico), 16 febbraio lavoro subordinato non stagionale (B2020), 18 febbraio assistenza familiare non stagionale (A-bis). Le quote riservate ai Paesi con accordi di cooperazione e quelle dei settori più richiesti si esauriscono in minuti; le quote per Paesi senza accordo e alcune categorie specifiche restano aperte più a lungo. Il datore vede lo stato della domanda nella propria area del portale («inviata», «in lavorazione», «in attesa di quota»).
Dopo il click
Se la domanda rientra nelle quote, lo Sportello unico per l'immigrazione la istruisce: «nel complessivo termine massimo di sessanta giorni dalla data di imputazione della richiesta alle quote…, a condizione che siano state rispettate le prescrizioni di cui al comma 2 e le prescrizioni del contratto collettivo di lavoro applicabile…, rilascia, in ogni caso, acquisite le informazioni dalla questura competente, il nulla osta» (art. 22, comma 5), e «il nulla osta è rilasciato in ogni caso qualora, nel termine…, non sono state acquisite dalla questura le informazioni relative agli elementi ostativi» (comma 5.01). Per lo stagionale il termine è di venti giorni (art. 24, comma 2). Il nulla osta vale sei mesi. Il lavoratore chiede il visto al consolato; il consolato completa gli accertamenti e il datore deve confermare la richiesta «entro quindici giorni dalla comunicazione di avvenuta conclusione degli accertamenti…; in assenza di conferma…, la richiesta si intende rifiutata e il nulla osta, ove già rilasciato, è revocato», e il datore «informa tempestivamente il cittadino straniero interessato di ogni comunicazione ricevuta» (comma 5-quinquies). Poi il visto, l'ingresso, il contratto di soggiorno in quindici giorni, il permesso (Il nulla osta, Il contratto di soggiorno). I tempi reali dal click day al permesso, nel 2025-2026, sono stati da sei mesi a oltre un anno, con molte domande ferme allo Sportello unico o al consolato: i tempi degli sportelli variano da provincia a provincia e il portale non li mostra.
Le domande rimaste fuori
La domanda che non ha trovato quota non è respinta: «le istanze eccedenti tali limiti possono essere esaminate nell'ambito delle quote che si rendono successivamente disponibili tra quelle stabilite con il medesimo decreto» (comma 5.1). Le quote si liberano quando i nulla osta rilasciati non sono usati (il datore non conferma, il lavoratore non chiede il visto, il visto è negato), quando le domande sono ritirate o rigettate, e quando il Governo, con un decreto integrativo, aggiunge posti o redistribuisce quelli non usati da alcune categorie ad altre — cosa che negli ultimi anni è avvenuta in autunno. Il datore la cui domanda è «in attesa» non deve rifare nulla; se vuole cambiare lavoratore, deve ritirarla e perde la posizione. La domanda in attesa non autorizza nulla: il lavoratore non può entrare, e il lavoratore già in Italia irregolarmente resta tale (la domanda di nulla osta per lui è, per giunta, una dichiarazione falsa sulla «residenza all'estero» che espone il datore ai controlli). Alla fine dell'anno le domande non evase decadono con il decreto dell'anno successivo, salvo che il nuovo DPCM ne preveda il riesame.
Il 2027
Il DPCM 2 ottobre 2025 assegna al 2027 165.850 ingressi (76.200 non stagionali, 650 autonomi, 89.000 stagionali di cui 6.000 pluriennali). Le date della precompilazione e dei click day 2027 «saranno comunicati attraverso una circolare interministeriale»: al 20 settembre 2026 la circolare non è stata pubblicata, e la finestra — se segue lo schema del 2025 — si aprirà tra la fine di ottobre e l'inizio di dicembre 2026, con click day a gennaio-febbraio 2027. Il calendario del sito (Il calendario) sarà aggiornato quando la circolare uscirà. Chi intende assumere dall'estero nel 2027 deve avere pronti fin d'ora SPID, PEC iscritta, i documenti del lavoratore, la prova dell'alloggio e — se datore domestico — il reddito (I requisiti del datore).
Le regole contro le frodi e i controlli
Il click day ha alimentato un mercato di nulla osta finti — datori inesistenti, domande vendute ai lavoratori per migliaia di euro, lavoratori entrati e mai assunti — che le inchieste del 2023-2024 hanno portato alla luce. Le risposte della legge sono la precompilazione con i controlli incrociati, il tetto di tre domande per i privati, l'irricevibilità della domanda del datore che nei tre anni precedenti «non abbia sottoscritto il contratto di soggiorno» dopo un nulla osta (comma 2-ter), il rifiuto ai datori condannati anche in primo grado per favoreggiamento, sfruttamento (art. 603-bis c.p.) o lavoro nero di stranieri (comma 5-bis), la revoca se il contratto di soggiorno non è trasmesso (comma 5-ter), la revoca di nulla osta, visto e permesso «al sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi» (comma 5-quater), le restrizioni per i Paesi che «non collaborano» (art. 21, comma 1) e le sospensioni per Paesi da cui sono arrivate domande in massa sospette. La pagina Le truffe del decreto flussi spiega come riconoscerle. Il lavoratore che ha pagato per un nulla osta è vittima, non complice, e può denunciare senza perdere il permesso; se è stato sfruttato ha l'art. 18-ter (Lavoro nero e sfruttamento).
Fonti
D.Lgs. 286/1998, artt. 3 (comma 4), 21 (comma 1), 22 (commi 2, 2-bis.1, 2-bis.2, 2-ter, 5, 5.01, 5.1, 5-bis, 5-ter, 5-quater, 5-quinquies), 24 (comma 2), 24-bis; DPR 394/1999, artt. 30-bis, 31; DPCM 2 ottobre 2025 (flussi 2026-2028: 164.850, 165.850, 166.850); circolare interministeriale Interno-Lavoro-Agricoltura-Turismo n. 8047 del 16 ottobre 2025 (precompilazione 23 ottobre-7 dicembre 2025, click day 12 gennaio, 9, 16 e 18 febbraio 2026); DL 145/2024 e DL 146/2025 (precompilazione, tre domande, irricevibilità). Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.