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Badanti e colf: assumere dall'estero

È la domanda che gli italiani fanno più spesso a questo sito: come far venire una persona che assista un genitore anziano. Le strade sono due: la quota per il lavoro domestico del decreto flussi, con il suo click day, e dal 2025 un canale fuori quota, riservato a chi assiste disabili, persone oltre gli ottant'anni e bambini piccoli, che passa per le agenzie per il lavoro e le associazioni datoriali. Questa pagina spiega entrambe, con i requisiti della famiglia e i passaggi.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  1. Nel decreto flussi: il DPCM 2026-2028 riserva 13.600 ingressi l'anno al lavoro domestico e di assistenza familiare, dentro i 76.200 non stagionali. La famiglia presenta la domanda nel click day dei non stagionali (18 febbraio per il 2026), dopo la precompilazione, come qualunque datore.
  2. Fuori quota: fino a 10.000 nulla osta l'anno, dal 2025 al 2028, per assistere persone con disabilità, «grandi anziani» (oltre gli ottant'anni) e, dal 2025, bambini dalla nascita ai sei anni (art. 2, comma 2, DL 145/2024, esteso dal DL 146/2025). Le domande si presentano solo tramite agenzie per il lavoro o associazioni datoriali del settore domestico, in qualunque momento fino a esaurimento.
  3. La famiglia deve avere il reddito richiesto dalle circolari (per il 2026, 20.000 euro se il datore è solo, 27.000 se il nucleo ha più componenti, con deroghe documentate per chi assiste un disabile), un alloggio per la lavoratrice se convive, e l'assistito deve essere il datore, il coniuge o un parente entro il secondo grado (terzo se disabile grave).
  4. Non si può assumere un proprio parente entro il terzo grado. Il contratto segue il CCNL del lavoro domestico e l'assunzione va comunicata all'INPS.
  5. La badante già in Italia con un permesso si assume direttamente, senza nulla osta (Assumere uno straniero già in Italia); quella in Italia senza permesso non si può assumere, e nessun decreto flussi la regolarizza.

Le due strade

Il lavoro domestico è da sempre il settore con più domande nei decreti flussi e con più intermediazioni a pagamento. La legge oggi offre due canali distinti, e la scelta dipende da chi va assistito.

Quota domestica del decreto flussiCanale fuori quota (DL 145/2024, art. 2, c. 2)
Per assistere chiChiunque: colf, badante di un anziano autonomo, baby-sitterSolo persone con disabilità (D.Lgs. 62/2024), «grandi anziani» oltre gli 80 anni (D.Lgs. 29/2024) e bambini da 0 a 6 anni
Numeri13.600 l'anno nel 2026-2028Massimo 10.000 l'anno, dal 2025 al 2028
QuandoPrecompilazione in autunno, invio nel click day dei non stagionali (18 febbraio 2026 per il 2026)In qualunque momento dell'anno, fino a esaurimento
Chi presentaLa famiglia come utente privato (massimo tre domande l'anno), oppure tramite consulente, associazione o agenziaSolo agenzie per il lavoro iscritte all'albo e associazioni datoriali firmatarie del CCNL domestico
Chi può essere assistitoIl datore, un familiare, chiunque convivaIl datore, il coniuge, un parente o affine entro il secondo grado (terzo se disabile grave ex L. 104/1992), anche non conviventi, residenti in Italia
ControlliPrecompilazione, Ispettorato, QuesturaVerifica dell'Ispettorato nazionale del lavoro sui requisiti dell'art. 24-bis prima del nulla osta; non vale il silenzio-assenso della Questura
NormaArt. 22 TUI; DPCM 2 ottobre 2025Art. 2, commi 2 e 3, DL 145/2024; art. 5 DL 146/2025

I requisiti della famiglia

La famiglia è un datore di lavoro come gli altri e deve dimostrare di poter pagare. Le circolari congiunte dei ministeri fissano ogni anno una soglia di reddito: per le domande 2026, un reddito imponibile di almeno 20.000 euro se il nucleo è composto dal solo datore, di 27.000 euro se ci sono più componenti; si sommano i redditi dei familiari conviventi, e per l'assistenza a una persona con disabilità grave la soglia può essere derogata con la documentazione della condizione. Il contratto deve rispettare il CCNL del lavoro domestico (livello, orario, retribuzione minima, vitto e alloggio se convivente); l'orario non può essere inferiore a venti ore settimanali nella prassi delle Prefetture. Serve l'alloggio: se la lavoratrice convive, la casa della famiglia con l'attestazione di idoneità o l'autocertificazione richiesta dalla circolare; se non convive, l'indicazione di dove abiterà. Serve l'impegno a pagare le spese di rientro e la comunicazione delle variazioni. E la domanda va corredata dall'asseverazione di un consulente del lavoro o di un'associazione, salvo che la presenti già un'associazione (art. 22, comma 2, lett. d-bis; Il datore di lavoro).

Per il canale fuori quota si aggiungono la prova della condizione dell'assistito — il verbale di invalidità o di disabilità, il documento che attesta l'età, il certificato di nascita del bambino — e il legame di parentela con il datore; ed è vietato assumere «il coniuge né il parente o affine entro il terzo grado del datore di lavoro» (art. 2, comma 2, DL 145/2024): la nipote che viene ad assistere la nonna non può essere assunta dalla nonna con questo canale.

La procedura, passo per passo

  1. Trovare la persona. La domanda è nominativa: la famiglia deve indicare chi vuole assumere, con passaporto e dati. Spesso è una persona segnalata da una badante già in Italia, una parente, una conoscente. Chi non conosce nessuno e si rivolge a chi «trova la badante all'estero» a pagamento sta entrando nel terreno delle truffe: nessun intermediario può farsi pagare dal lavoratore per un nulla osta, e i controlli del 2024-2025 colpiscono prima di tutto queste catene (Le truffe).
  2. La verifica al Centro per l'impiego. Prima della domanda in quota, la famiglia chiede al Centro per l'impiego se ci sono lavoratori disponibili in Italia; se non risponde in otto giorni la verifica è negativa (art. 22, comma 2-bis). Molte Prefetture accettano l'autocertificazione della richiesta fatta.
  3. La domanda. In quota: precompilazione sul portale ALI nel periodo fissato (per il 2026, 23 ottobre-7 dicembre 2025) e invio alle 9:00 del click day; la famiglia può usare SPID proprio o farsi assistere da un patronato, un consulente, un'associazione. Fuori quota: la domanda la presenta l'agenzia per il lavoro o l'associazione, con la documentazione sull'assistito, in qualunque momento (Il decreto flussi).
  4. Il nulla osta. Lo Sportello Unico verifica reddito, contratto e alloggio, la Questura il lavoratore; il termine è di sessanta giorni dall'imputazione alla quota (Il nulla osta al lavoro). Per il canale fuori quota l'Ispettorato verifica prima i requisiti dell'art. 24-bis.
  5. Il visto e l'ingresso. La lavoratrice chiede il visto al consolato; la famiglia conferma entro quindici giorni dalla conclusione delle verifiche consolari; con il visto la lavoratrice entra e entro quindici giorni firma con la famiglia il contratto di soggiorno allo Sportello Unico, che avvia il permesso (Il contratto di soggiorno).
  6. L'assunzione. La famiglia comunica l'assunzione all'INPS entro il giorno prima dell'inizio, paga i contributi trimestrali, applica il CCNL: tutto in Lavoro domestico.

I tempi veri

Dal click day all'arrivo passano di regola sei-dodici mesi: la coda della quota, i sessanta giorni dello Sportello, i tempi del consolato (che in alcuni Paesi superano i sei mesi per l'appuntamento), la conferma, il viaggio. Il canale fuori quota è più rapido perché non ha il click day, ma ha la verifica dell'Ispettorato e i 10.000 posti si esauriscono. Per un'assistenza urgente il decreto flussi non è uno strumento: nel frattempo la famiglia può assumere una persona già regolarmente in Italia, che è la via seguita dalla maggior parte delle famiglie (Assumere uno straniero già in Italia).

La badante che è già qui senza permesso

Molte famiglie chiedono di «fare il decreto flussi» per una persona che già vive in casa senza documenti. Non funziona: il nulla osta è per un lavoratore «residente all'estero», il consolato verifica che si trovi nel Paese e i controlli di veridicità del 2024-2025 puntano proprio a questo. La persona dovrebbe uscire dall'Italia, chiedere il visto e rientrare, con il rischio che l'uscita registri l'overstay. La legge non offre oggi una regolarizzazione dei lavoratori domestici presenti: l'ultima è stata l'emersione del 2020. Le vie che esistono per chi è irregolare sono in Come si esce dall'irregolarità; l'impiego in nero espone la famiglia al reato dell'art. 22, comma 12 (Lavoro nero).

Fonti

D.Lgs. 286/1998, artt. 3 (comma 4), 5-bis, 22 (commi 2, 2-bis, 2-bis.2, 5, 5-quinquies, 6, 12), 24-bis; DL 11 ottobre 2024, n. 145, conv. L. 187/2024, art. 2, commi 2 e 3; DL 3 ottobre 2025, n. 146, conv. L. 179/2025, art. 5; DPCM 2 ottobre 2025 (flussi 2026-2028); circolare congiunta n. 8047 del 16 ottobre 2025 (requisiti di reddito e istruzioni); D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62 (definizione di disabilità); D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (persone anziane); CCNL lavoro domestico; DL 19 maggio 2020, n. 34, art. 103 (ultima emersione). Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.