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Vivere in Italia · Spiegazione

Conto corrente, mutuo, credito, rimesse

Senza un conto non si riceve lo stipendio, non si paga l'affitto, non si versa il bollettino del permesso. La legge è chiara — chi soggiorna legalmente nell'Unione ha diritto ad aprire almeno un conto di base, anche se non è residente, anche se è un richiedente asilo con la sola ricevuta — ma gli sportelli lo sanno poco, e la Banca d'Italia ha dovuto richiamare le banche nell'agosto 2026. Questa pagina spiega quali documenti bastano, che cosa fare davanti a un rifiuto, come funzionano il mutuo e il credito quando il permesso ha una scadenza, e la nuova regola che porta le rimesse dentro l'ISEE.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 12 min

In breve

  1. Banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento devono offrire un «conto di base», e «tutti i consumatori soggiornanti legalmente nell'Unione europea, senza discriminazioni e a prescindere dal luogo di residenza, hanno diritto all'apertura di un conto di base» (art. 126-noviesdecies, commi 1 e 2, Testo unico bancario). Soggiornante legalmente è chiunque abbia il diritto di soggiornare in uno Stato membro, «compresi i consumatori senza fissa dimora e i richiedenti asilo» (comma 3).
  2. Il rifiuto è ammesso solo se manca il requisito del soggiorno legale, se il richiedente ha già un conto in Italia, o per ragioni antiriciclaggio; va comunicato per iscritto, motivato, entro dieci giorni lavorativi, con l'indicazione dei reclami possibili, dell'esposto alla Banca d'Italia e dell'Arbitro bancario finanziario (art. 126-vicies).
  3. Con gli Orientamenti di Vigilanza del 5 agosto 2026 la Banca d'Italia ha chiesto alle banche di rimuovere gli ostacoli: accettare la ricevuta della domanda di permesso e il codice fiscale provvisorio numerico, non rifiutare i non residenti che soggiornano legalmente nell'UE né le persone «a rischio» per sola appartenenza a una categoria; verifiche interne entro il 30 novembre 2026.
  4. Per il conto ordinario servono un documento d'identità valido (il passaporto basta), il codice fiscale e, in prassi, il permesso di soggiorno o la ricevuta; il conto di base è gratuito per chi ha un ISEE sotto 11.600 € e per i pensionati fino a 18.000 € annui, e a canone ridotto per gli altri.
  5. Mutuo e credito: nessuna legge lo vieta allo straniero, ma le banche valutano la durata del permesso, la stabilità del lavoro e la residenza; il permesso di lungo periodo e un contratto a tempo indeterminato aprono quasi tutte le porte, il permesso annuale quasi nessuna. Il Fondo di garanzia prima casa non chiede la cittadinanza.
  6. Le rimesse con money transfer sono libere, con identificazione; dalla legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi 32-34) conti esteri, criptovalute e rimesse all'estero entrano nel patrimonio mobiliare dell'ISEE, con decorrenza dal decreto attuativo.

Il diritto al conto di base

La direttiva 2014/92/UE sui conti di pagamento, recepita dal D.Lgs. 37/2017 negli articoli 126-decies e seguenti del Testo unico bancario (D.Lgs. 385/1993), ha creato un diritto che vale per tutti gli stranieri regolari e che le banche applicano male. L'articolo 126-noviesdecies stabilisce: «Le banche, la società Poste italiane s.p.a. e gli altri prestatori di servizi di pagamento [...] sono tenuti [...] a offrire un conto di pagamento denominato in euro con caratteristiche di base, "conto di base"» (comma 1); «tutti i consumatori soggiornanti legalmente nell'Unione europea, senza discriminazioni e a prescindere dal luogo di residenza, hanno diritto all'apertura di un conto di base» (comma 2); e «per consumatore soggiornante legalmente nell'Unione europea si intende chiunque abbia il diritto di soggiornare in uno Stato membro dell'Unione europea in virtù del diritto dell'Unione o del diritto italiano, compresi i consumatori senza fissa dimora e i richiedenti asilo» (comma 3). Il conto di base comprende i servizi essenziali: versamenti e prelievi, bonifici, addebiti diretti, carta di pagamento, senza scoperto; è quanto serve per ricevere lo stipendio, pagare l'affitto e i bollettini, avere un IBAN per l'INPS.

Il rifiuto è limitato dall'articolo 126-vicies: «fermo restando l'obbligo di osservare le disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il prestatore di servizi di pagamento può rifiutare la richiesta di apertura di un conto di base solo in mancanza dei requisiti previsti dall'articolo 126-noviesdecies o se il consumatore è già titolare in Italia di un conto di pagamento» con gli stessi servizi (comma 1). «In caso di rifiuto di apertura del conto, il prestatore di servizi di pagamento ne informa il consumatore immediatamente, e al più tardi entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta, per iscritto e senza spese, indicando le specifiche motivazioni del rifiuto e informando il cliente delle procedure di reclamo disponibili e della sua facoltà di inviare un esposto alla Banca d'Italia o di adire i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie» (comma 2); la motivazione può essere omessa solo per ragioni di ordine pubblico o antiriciclaggio. L'apertura non può essere condizionata all'acquisto di altri prodotti (comma 3). Il «non apriamo conti a chi ha il permesso di soggiorno breve», detto a voce allo sportello, è dunque una violazione: si chiede il rifiuto scritto, si presenta reclamo all'ufficio reclami della banca e, senza risposta in sessanta giorni o con risposta negativa, ricorso all'Arbitro bancario finanziario (20 € di contributo, online, senza avvocato) e esposto alla Banca d'Italia.

Gli Orientamenti della Banca d'Italia del 5 agosto 2026

Dopo anni di segnalazioni delle associazioni, la Banca d'Italia ha pubblicato il 5 agosto 2026 gli «Orientamenti di Vigilanza sul conto di pagamento con caratteristiche di base». Le analisi della Vigilanza avevano rilevato «numerosi casi» in cui l'accesso al conto era stato ostacolato o scoraggiato senza motivo: rifiuti a chi non è residente in Italia pur soggiornando legalmente nell'Unione, valutazioni generiche sulle condizioni economiche della persona, classificazioni automatiche «ad alto rischio di riciclaggio» per la sola appartenenza a una categoria (per esempio i richiedenti asilo o i cittadini di certi Paesi), e limiti delle procedure informatiche incapaci di gestire documenti legittimi come il codice fiscale provvisorio numerico o la ricevuta della domanda di permesso di soggiorno. Gli Orientamenti chiedono agli intermediari di adeguare i sistemi per trattare documenti «diversi da quelli ordinariamente utilizzati» ma validi, di non rifiutare sulla base della sola categoria, di comunicare tempestivamente e per iscritto le motivazioni del rifiuto con l'indicazione dei rimedi; le funzioni di Compliance e Internal Audit devono verificare l'adeguamento entro il 30 novembre 2026. Chi si vede rifiutare un conto di base dopo quella data ha un argomento in più nel reclamo e nell'esposto.

Quali documenti bastano

L'identificazione del cliente è imposta dalla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007, art. 19), che richiede un documento d'identità in corso di validità: il passaporto è un documento d'identità a tutti gli effetti, e lo sono la carta d'identità italiana dello straniero residente e, per il richiedente asilo, il documento nominativo e quello validato dalla Prefettura, secondo l'ABI e ora la Banca d'Italia, purché con fotografia, rilasciati da un'amministrazione dello Stato e con nome e data di nascita. Serve poi il codice fiscale (anche provvisorio) e un indirizzo, che non deve essere una residenza anagrafica: il domicilio, l'indirizzo del centro di accoglienza o dell'associazione bastano. Il permesso di soggiorno non è richiesto dalla legge per il conto di base, che spetta a chi ha il diritto di soggiornare; per il conto ordinario le banche lo chiedono in prassi, e accettano la ricevuta di rinnovo. Chi è irregolare non ha diritto al conto di base (manca il soggiorno legale) e nella pratica non ottiene neppure un conto ordinario; le carte prepagate con IBAN vendute in tabaccheria richiedono anch'esse l'identificazione con documento valido e, spesso, il permesso. La pagina Codice fiscale, tessera sanitaria, SPID spiega come ottenere il codice fiscale in ogni situazione.

I costi: il decreto del Ministero dell'Economia 3 maggio 2018, n. 70, rende il conto di base gratuito per i consumatori con ISEE fino a 11.600 € (con un numero di operazioni annue prestabilito) e per i pensionati con trattamenti fino a 18.000 € annui, e fissa per gli altri un canone «ragionevole», di regola inferiore a quello dei conti ordinari; il conto di base è esente dall'imposta di bollo per le fasce svantaggiate. Molte banche online e alcune Poste offrono conti ordinari a zero spese, che per lo straniero con documenti in regola sono di solito la scelta più semplice; i conti «per stranieri» a canone alto proposti da certi intermediari non hanno ragione di esistere.

Mutuo, prestiti, carte di credito

Nessuna norma limita il credito allo straniero regolarmente soggiornante, che «gode dei diritti in materia civile attribuiti al cittadino italiano» (art. 2, comma 2, TUI); rifiutare un prestito «soltanto a causa della sua condizione di straniero» sarebbe una discriminazione ai sensi dell'art. 43, comma 2, lettera b. Le banche valutano però il rischio, e nella valutazione entrano legittimamente la durata del permesso, il tipo di contratto di lavoro, l'anzianità di residenza e la storia creditizia. Nella pratica: con il permesso di lungo periodo, o con la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE, si è trattati come un italiano; con un permesso per lavoro a tempo indeterminato o per famiglia di durata biennale si ottengono mutui e prestiti personali, spesso con la richiesta di un'anzianità di lavoro e di residenza di uno o due anni; con un permesso annuale, un contratto a termine o un permesso non convertibile (protezione speciale, cure mediche) il mutuo è di fatto precluso e i prestiti limitati a piccoli importi. Molti istituti chiedono che il permesso copra almeno la fase iniziale del finanziamento e che il rinnovo sia documentato di volta in volta; nessuno può pretendere che il permesso copra l'intera durata di un mutuo trentennale. Il Fondo di garanzia per la prima casa (art. 1, comma 48, lettera c, L. 147/2013), che garantisce fino al 50 per cento del mutuo — e fino all'80 per cento per gli under 36 e le famiglie numerose con ISEE sotto le soglie — non pone condizioni di cittadinanza: vi accede chiunque compri l'abitazione principale in Italia alle condizioni previste, straniero compreso. Per le agevolazioni «prima casa» e l'acquisto in generale si veda Casa.

La carta di credito segue la stessa logica; la storia creditizia si costruisce in Italia da zero, perché le banche dati (CRIF e le altre) non importano quella del Paese d'origine. Chi ha un conto in patria può usarlo per dimostrare i mezzi di sussistenza nelle procedure d'ingresso, non per ottenere credito in Italia. Attenzione ai finanziamenti «facili» proposti da intermediari non vigilati e ai prestiti fra connazionali a tassi usurari: l'usura è un reato (art. 644 c.p.) e la vittima non deve nulla oltre il capitale.

Rimesse e money transfer

Inviare denaro all'estero è libero. Il bonifico internazionale dal proprio conto è la via più economica per importi medi; i money transfer (i circuiti con agenzie e tabaccherie) sono più rapidi e diffusi, con commissioni e cambio spesso meno favorevoli; le app di trasferimento hanno abbassato i costi. Ogni operazione richiede l'identificazione con documento valido, e gli operatori sono soggetti agli stessi obblighi antiriciclaggio delle banche: frazionare gli invii per restare sotto le soglie di registrazione è un'operazione sospetta, non un'astuzia. Secondo i dati della Banca d'Italia le rimesse dall'Italia sono state circa otto miliardi di euro nel 2023, con Bangladesh, Pakistan, Filippine, Marocco e Senegal fra le prime destinazioni.

La novità del 2026 riguarda l'ISEE. La legge di bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 32-34) ha stabilito che nel patrimonio mobiliare rilevante per l'ISEE entrino anche i conti correnti e i depositi detenuti all'estero, le criptovalute e gli altri asset digitali, e le rimesse di denaro all'estero, anche tramite money transfer o spedizione di contante; l'applicazione decorre dal decreto (DPCM) che aggiorna il regolamento ISEE, con novanta giorni per Comuni e Regioni per adeguare i propri regolamenti, e fino ad allora restano le regole precedenti. In pratica chi invia somme rilevanti alla famiglia nel Paese d'origine potrà vedersi alzare l'ISEE — e ridurre l'assegno unico, l'ADI, le riduzioni sulle rette e sulle bollette — come se quelle somme fossero ancora un suo patrimonio; le modalità di calcolo (quali anni, quali importi, come vengono acquisiti i dati) saranno nel decreto attuativo. La stessa legge ha alzato la franchigia sulla prima casa a 91.500 € (120.000 € nelle città metropolitane) e ha ritoccato la scala di equivalenza per i figli (comma 208). La pagina Assegno unico, ADI e bonus segue gli sviluppi.

Casi frequenti

  • Sono richiedente asilo con il documento validato; la banca dice che serve il permesso di soggiorno. Il conto di base spetta espressamente ai richiedenti asilo (art. 126-noviesdecies, comma 3) e la Banca d'Italia ha chiesto alle banche di accettare la ricevuta e i documenti non ordinari. Chieda il rifiuto scritto, faccia reclamo, poi ABF ed esposto. Poste italiane è tenuta come le banche.
  • Ho il permesso scaduto con la ricevuta di rinnovo e mi hanno bloccato il conto. La ricevuta prova la regolarità del soggiorno (Ricevuta e cedolino); il blocco per il solo aggiornamento del documento non è giustificato oltre il tempo per registrare la ricevuta. Reclamo scritto.
  • Mi hanno proposto un «conto per stranieri» a 15 € al mese. Chieda il conto di base: canone ridotto e, con ISEE sotto 11.600 €, gratuito. Nessun conto è riservato agli stranieri.
  • Voglio un mutuo, ho il permesso per lavoro di due anni e un contratto a tempo indeterminato da tre. È il profilo che le banche accettano; con il permesso di lungo periodo, che può chiedere dopo cinque anni, le condizioni migliorano. Non firmi con chi le chiede che il permesso duri quanto il mutuo.
  • Mando 400 € al mese a mia madre: cambia qualcosa? Dal decreto attuativo della L. 199/2025 le rimesse entreranno nel patrimonio dell'ISEE; per ora nulla cambia, e nessuna tassa sulle rimesse è stata introdotta. Conservi le ricevute degli invii.
  • Sono irregolare e ricevo lo stipendio in contanti. Senza soggiorno legale il conto di base non spetta; il datore di lavoro che paga in contanti oltre i limiti viola la legge sulla tracciabilità delle retribuzioni (L. 205/2017, art. 1, commi 910-913), e il lavoro in nero apre la strada dell'art. 18-ter: si veda Lavoro nero e sfruttamento.

Fonti

D.Lgs. 385/1993 (Testo unico bancario), artt. 126-decies, 126-noviesdecies, 126-vicies, 126-vicies semel, 128-bis; direttiva 2014/92/UE e D.Lgs. 37/2017; DM Economia 3 maggio 2018, n. 70 (conto di base, fasce svantaggiate); Banca d'Italia, Orientamenti di Vigilanza sul conto di pagamento con caratteristiche di base, 5 agosto 2026; D.Lgs. 231/2007, art. 19; D.Lgs. 286/1998, artt. 2 (comma 2), 43; L. 147/2013, art. 1, comma 48, lettera c (Fondo di garanzia prima casa); L. 205/2017, art. 1, commi 910-913 (tracciabilità delle retribuzioni); L. 199/2025, art. 1, commi 32-34 e 208 (ISEE); art. 644 c.p. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.