Orientarsi · Spiegazione
Le parole
«Clandestino» non è una categoria giuridica, «extracomunitario» include gli svizzeri e non i romeni, «profugo» non esiste nel Testo Unico, «rifugiato» e «richiedente asilo» non sono la stessa cosa e «migrante» non è nessuna delle due. Le parole con cui si parla di immigrazione sono spesso imprecise, e l'imprecisione produce errori pratici e giudizi sbagliati. Questa pagina spiega che cosa significa ciascuna parola nella legge, quali parole la legge non usa e quali usa al loro posto, e traduce il gergo degli uffici.
In breve
- La legge dice straniero («i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e… gli apolidi», art. 1, comma 1, TUI) o cittadino di Paese terzo (diritto UE); non dice mai «extracomunitario» né «clandestino».
- Regolare è chi ha un titolo di soggiorno valido o una domanda pendente con la ricevuta; irregolare chi non lo ha (entrato senza visto, rimasto oltre, con permesso scaduto o revocato): la legge lo chiama «straniero… in violazione delle disposizioni» (art. 10-bis) e lo espelle; «clandestino» è la parola del linguaggio politico, che confonde chi è entrato di nascosto con chi è entrato con un visto e ha perso il permesso (la maggioranza).
- Richiedente protezione internazionale (o richiedente asilo) è chi ha presentato la domanda e aspetta; rifugiato chi ha ottenuto lo status della Convenzione di Ginevra; titolare di protezione sussidiaria chi rischia un danno grave senza essere perseguitato; protezione speciale e protezione temporanea sono altri due titoli; profugo non è una categoria della legge italiana (lo era per gli italiani dell'Istria e per i «profughi» della L. 763/1981); migrante è la parola delle scienze sociali e dei media, senza contenuto giuridico.
- Permesso di soggiorno è il titolo ordinario; carta di soggiorno oggi indica quella dei familiari di cittadini UE (e, nel linguaggio comune, il permesso di lungo periodo, che per la legge è il «permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo»); nulla osta è l'autorizzazione dello Sportello unico che precede il visto per lavoro o famiglia; visto è il titolo d'ingresso; cedolino è la ricevuta postale della domanda.
- Le sigle: TUI (Testo Unico), SUI (Sportello unico per l'immigrazione), PdS (permesso di soggiorno), CT e CN (Commissione territoriale e nazionale), MSNA (minori stranieri non accompagnati), CPR (centri di permanenza per i rimpatri), CAS e SAI (accoglienza), RVA (rimpatrio volontario assistito), EES, SIS, VIS, Eurodac (banche dati europee), AMMR (il regolamento che sostituisce Dublino).
Le parole della legge
| Parola | Che cosa significa | Dove |
|---|---|---|
| Straniero | «I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e… gli apolidi»; il Testo Unico non si applica ai cittadini UE «se non in quanto si tratti di norme più favorevoli» | Art. 1 TUI |
| Cittadino di Paese terzo | La stessa cosa nel diritto UE: chi non è cittadino dell'Unione | Reg. 2016/399, art. 2 |
| Regolarmente soggiornante | Chi ha un permesso o carta valida, o la ricevuta di una domanda di rilascio o rinnovo, o un visto nei termini, o è cittadino UE iscritto | Art. 5 TUI; Corte cost. e Cass. sulla ricevuta |
| Irregolare (soggiorno irregolare) | Chi «fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni» del TUI: senza visto, oltre i termini, con permesso scaduto senza rinnovo, revocato o annullato | Art. 10-bis, art. 13 c. 2 TUI |
| Richiedente protezione internazionale / richiedente asilo | Chi ha manifestato la volontà di chiedere protezione e la cui domanda non è ancora decisa in via definitiva | Art. 2 D.Lgs. 25/2008; reg. 2024/1348 |
| Rifugiato | Chi «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole… avvalersi della protezione di tale Paese»; lo status è riconosciuto dalla Commissione | Art. 1A Conv. Ginevra; art. 2 D.Lgs. 251/2007 |
| Protezione sussidiaria | Per chi non è rifugiato ma correrebbe «un rischio effettivo di subire un grave danno» (condanna a morte, tortura, minaccia da conflitto armato) | Artt. 2 e 14 D.Lgs. 251/2007 |
| Protezione speciale | Il permesso italiano per chi non può essere rimandato (art. 19 c. 1 e 1.1) senza avere le due protezioni internazionali | Art. 32 c. 3 D.Lgs. 25/2008 |
| Protezione temporanea | La protezione collettiva decisa dal Consiglio UE per afflussi massicci (oggi gli ucraini) | Dir. 2001/55; D.Lgs. 85/2003 |
| Protezione internazionale | L'insieme di status di rifugiato e protezione sussidiaria | Art. 2 D.Lgs. 251/2007 |
| Apolide | «Una persona che nessuno Stato considera come suo cittadino» | Art. 1 Conv. New York 1954 |
| Minore straniero non accompagnato | Il minore «che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato…, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili» | Art. 2 L. 47/2017 |
| Soggiornante di lungo periodo | Il titolare del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (cinque anni, reddito, lingua), a tempo indeterminato | Art. 9 TUI; dir. 2003/109 |
| Familiare di cittadino dell'Unione | Coniuge, partner registrato, discendenti sotto i 21 o a carico, ascendenti a carico (e gli «altri familiari» agevolati) | Artt. 2-3 D.Lgs. 30/2007 |
| Espulsione | Il provvedimento che obbliga a lasciare il territorio: del Ministro (ordine pubblico), del Prefetto (irregolarità, pericolosità), del giudice (misura di sicurezza, sanzione) | Artt. 13, 15, 16 TUI |
| Respingimento | Il rifiuto d'ingresso alla frontiera, o il respingimento «differito» del questore per chi è fermato subito dopo l'ingresso o soccorso | Art. 10 TUI |
| Trattenimento | La privazione della libertà in un centro (CPR, punti di crisi, strutture di frontiera) per eseguire il rimpatrio o durante una procedura, con convalida del giudice | Art. 14 TUI; art. 6 D.Lgs. 142/2015 |
| Rimpatrio | Il ritorno nel Paese d'origine o di transito, forzato (accompagnamento) o volontario (assistito) | Artt. 13, 14-ter TUI; dir. 2008/115 |
| Nulla osta | L'autorizzazione preventiva dello Sportello unico (al lavoro, al ricongiungimento) o della Questura (autonomo), che precede il visto | Artt. 22, 24, 26, 27, 29 TUI |
| Contratto di soggiorno | L'atto tra datore e lavoratore con alloggio e viaggio di ritorno, presupposto del primo permesso per lavoro | Art. 5-bis TUI |
| Accordo di integrazione | L'impegno a crediti (lingua, civica) firmato al primo permesso da chi ha più di sedici anni | Art. 4-bis TUI; DPR 179/2011 |
| Paese di origine sicuro | Il Paese designato (per legge italiana o regolamento UE) in cui in generale non c'è persecuzione: la domanda è esaminata in accelerata con onere invertito | Art. 2-bis D.Lgs. 25/2008; reg. 2024/1348 |
Le parole che la legge non usa
Extracomunitario. Nato negli anni Ottanta per dire «non della Comunità europea», è oggi impreciso: la Comunità non esiste più, i romeni e i bulgari (i più numerosi tra gli stranieri) sono comunitari, gli svizzeri e i norvegesi sono «extracomunitari» ma hanno la libera circolazione, i britannici lo sono diventati. La legge dice «straniero» o «cittadino di Paese terzo»; la parola sopravvive nei moduli («lavoratori extracomunitari», art. 22 TUI la usa ancora in qualche comma) e nel linguaggio comune, con una sfumatura che spesso indica il colore della pelle più che il passaporto. Clandestino. Non è mai stata una categoria del Testo Unico (che parla di ingresso «sottraendosi ai controlli di frontiera», di soggiorno «irregolare», di stranieri «privi di permesso»); nel linguaggio giornalistico e politico designa chi è irregolare, ma evoca l'ingresso di nascosto via mare, mentre la maggior parte degli irregolari è entrata con un visto e ha perso il titolo, o ha chiesto asilo ed è stata respinta; e non è un reato «essere clandestini», è una contravvenzione l'ingresso o il soggiorno irregolare (art. 10-bis). L'Ordine dei giornalisti (Carta di Roma) ne sconsiglia l'uso. Profugo. Parola comune per chi fugge; nella legge italiana i «profughi» sono stati gli italiani rimpatriati dalle colonie e dall'Istria (L. 763/1981) e la parola non compare nel diritto d'asilo, che dice richiedente, rifugiato, titolare di protezione; usarla per gli ucraini con protezione temporanea o per i richiedenti asilo è comprensibile ma non dice quale titolo hanno. Migrante. È la parola delle scienze sociali e delle organizzazioni internazionali per chi si sposta, qualunque sia il motivo e lo status: non distingue il regolare dall'irregolare, il lavoratore dal richiedente, e per questo l'UNHCR la tiene distinta da «rifugiato» (che ha una protezione specifica) mentre l'OIM la usa per tutti; nel Testo Unico non c'è («migrante» compare in «Fondo asilo, migrazione e integrazione» e in atti recenti). Migrante economico. Usato per contrapporre chi cerca lavoro a chi cerca protezione; nella realtà le persone hanno motivi misti e la legge non lo conosce: conosce il lavoratore con nulla osta e il richiedente asilo, e chi chiede asilo senza averne i requisiti riceve un diniego, non un'etichetta. Sans papiers / undocumented. Francesismo e anglismo per gli irregolari, che sottolineano la mancanza di documenti e non la violazione; in italiano corretto: «senza permesso di soggiorno» o «irregolare». Badante. Parola comune per l'assistente familiare; il contratto collettivo dice «assistente a persone non autosufficienti», la legge «lavoratore domestico» e «addetto all'assistenza familiare». Vu' cumprà, marocchino (per chiunque africano), zingaro: parole del pregiudizio, che non descrivono nessuno status. Immigrato di seconda generazione. Chi è nato in Italia non è immigrato: è un cittadino straniero nato in Italia (fino ai diciotto anni, o alla cittadinanza) o un italiano.
Il gergo degli uffici e dei centri
- Kit (kit postale): la busta con i moduli per chiedere il permesso alle Poste; cedolino o ricevuta: la ricevuta della raccomandata con il codice per seguire la pratica, che vale come titolo; fotosegnalamento o impronte: l'appuntamento in Questura; tesserino o card: il permesso elettronico (Il kit, La ricevuta).
- Questura (Ufficio immigrazione): rilascia i permessi; Prefettura: ospita lo Sportello unico (SUI) per nulla osta e ricongiungimenti, la Commissione territoriale, le decisioni di espulsione e di revoca dell'accoglienza; Sportello unico e portale ALI: dove il datore chiede il nulla osta; Centro per l'impiego: dove si fa la DID e dove il datore verifica la disponibilità di lavoratori (Chi fa che cosa).
- C3 (modello C3): il vecchio verbale della domanda d'asilo, oggi la formalizzazione; Commissione (CT): la Commissione territoriale che decide l'asilo; audizione o colloquio; diniego; Dublino (oggi AMMR): le regole su quale Stato esamina la domanda; dublinato: chi è rimandato nel Paese competente (Dublino e AMMR).
- Hotspot o punto di crisi: il centro di primo sbarco e identificazione; screening o accertamenti: le verifiche del Patto; CAS: i centri di accoglienza straordinaria delle Prefetture; SAI (ex SPRAR): il sistema dei Comuni; CPR (ex CIE, ex CPT): i centri di trattenimento per il rimpatrio; Gjadër: il centro in Albania; procedura di frontiera (L'accoglienza, Il trattenimento).
- Decreto flussi e click day: il DPCM con le quote e il giorno dell'invio; precompilazione; quota e fuori quota; conversione: il cambio di motivo del permesso; attesa occupazione: il permesso di chi ha perso il lavoro; casi speciali: la dicitura dei permessi degli artt. 18, 18-bis, 18-ter (Il decreto flussi, La conversione).
- Carta di soggiorno: nel linguaggio comune il permesso di lungo periodo («ho la carta»); nella legge di oggi la carta è quella dei familiari di cittadini UE; permesso illimitato o a tempo indeterminato: il lungo periodo (Il lungo periodo).
- Schengen: lo spazio senza controlli alle frontiere interne (29 Stati); visto Schengen (C) e visto nazionale (D); EES: il registro elettronico di ingressi e uscite; ETIAS: l'autorizzazione di viaggio per chi non ha bisogno di visto (rinviata); SIS: il sistema con le segnalazioni; VIS: i visti; Eurodac: le impronte (Schengen, EES, ETIAS).
- Sanatoria, regolarizzazione, emersione: la stessa cosa (Le regolarizzazioni); decreto sicurezza, decreto Cutro, Bossi-Fini: i nomi comuni delle leggi (Le fonti).
Le traduzioni che ingannano
In inglese asylum seeker è il richiedente e refugee il rifugiato riconosciuto, ma i media anglofoni usano refugee per tutti; undocumented e illegal immigrant corrispondono all'irregolare (il secondo è sconsigliato dalle stesse agenzie ONU); residence permit è il permesso di soggiorno e permanent residence il lungo periodo (che in Italia non si chiama «permanente»: solo la carta dei familiari UE lo è); visa è il visto e non il permesso — molti stranieri parlano di «visa» per dire permesso, e l'equivoco produce domande sbagliate; green card non esiste. In francese titre de séjour è il permesso, sans papiers l'irregolare, demandeur d'asile il richiedente; in spagnolo residencia (permesso) e arraigo (la regolarizzazione individuale spagnola, che l'Italia non ha: chi cerca l'«arraigo» italiano cerca qualcosa che non esiste, Uscire dall'irregolarità); in arabo e in altre lingue le parole per «permesso», «carta», «visto» e «contratto» sono spesso una sola. Le pagine di questo sito usano le parole della legge e, quando serve, quelle comuni tra virgolette; l'indice A-Z rimanda dalle parole alle pagine.
Fonti
D.Lgs. 286/1998, artt. 1, 4-bis, 5, 5-bis, 9, 10, 10-bis, 13, 14, 14-ter, 15, 16, 18-18-ter, 19, 22, 24, 26, 27, 29; D.Lgs. 251/2007, artt. 2, 14; D.Lgs. 25/2008, artt. 2, 2-bis, 32; D.Lgs. 142/2015, art. 6; D.Lgs. 30/2007, artt. 2-3; D.Lgs. 85/2003; L. 47/2017, art. 2; Convenzione di Ginevra 1951, art. 1A; Convenzione di New York 1954, art. 1; regolamento (UE) 2016/399, art. 2; direttive 2001/55, 2003/109, 2008/115; L. 26 dicembre 1981, n. 763 (profughi); Carta di Roma (Ordine dei giornalisti-FNSI, 2008); UNHCR, «Rifugiati e migranti: domande frequenti». Verificato il 20 settembre 2026.
Dove chiedere aiuto
Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.
Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:
- La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
- Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
- Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
- Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
- Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.
La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.