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Orientarsi · Spiegazione

Le parole

«Clandestino» non è una categoria giuridica, «extracomunitario» include gli svizzeri e non i romeni, «profugo» non esiste nel Testo Unico, «rifugiato» e «richiedente asilo» non sono la stessa cosa e «migrante» non è nessuna delle due. Le parole con cui si parla di immigrazione sono spesso imprecise, e l'imprecisione produce errori pratici e giudizi sbagliati. Questa pagina spiega che cosa significa ciascuna parola nella legge, quali parole la legge non usa e quali usa al loro posto, e traduce il gergo degli uffici.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 11 min

In breve

  1. La legge dice straniero («i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e… gli apolidi», art. 1, comma 1, TUI) o cittadino di Paese terzo (diritto UE); non dice mai «extracomunitario» né «clandestino».
  2. Regolare è chi ha un titolo di soggiorno valido o una domanda pendente con la ricevuta; irregolare chi non lo ha (entrato senza visto, rimasto oltre, con permesso scaduto o revocato): la legge lo chiama «straniero… in violazione delle disposizioni» (art. 10-bis) e lo espelle; «clandestino» è la parola del linguaggio politico, che confonde chi è entrato di nascosto con chi è entrato con un visto e ha perso il permesso (la maggioranza).
  3. Richiedente protezione internazionale (o richiedente asilo) è chi ha presentato la domanda e aspetta; rifugiato chi ha ottenuto lo status della Convenzione di Ginevra; titolare di protezione sussidiaria chi rischia un danno grave senza essere perseguitato; protezione speciale e protezione temporanea sono altri due titoli; profugo non è una categoria della legge italiana (lo era per gli italiani dell'Istria e per i «profughi» della L. 763/1981); migrante è la parola delle scienze sociali e dei media, senza contenuto giuridico.
  4. Permesso di soggiorno è il titolo ordinario; carta di soggiorno oggi indica quella dei familiari di cittadini UE (e, nel linguaggio comune, il permesso di lungo periodo, che per la legge è il «permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo»); nulla osta è l'autorizzazione dello Sportello unico che precede il visto per lavoro o famiglia; visto è il titolo d'ingresso; cedolino è la ricevuta postale della domanda.
  5. Le sigle: TUI (Testo Unico), SUI (Sportello unico per l'immigrazione), PdS (permesso di soggiorno), CT e CN (Commissione territoriale e nazionale), MSNA (minori stranieri non accompagnati), CPR (centri di permanenza per i rimpatri), CAS e SAI (accoglienza), RVA (rimpatrio volontario assistito), EES, SIS, VIS, Eurodac (banche dati europee), AMMR (il regolamento che sostituisce Dublino).

Le parole della legge

ParolaChe cosa significaDove
Straniero«I cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e… gli apolidi»; il Testo Unico non si applica ai cittadini UE «se non in quanto si tratti di norme più favorevoli»Art. 1 TUI
Cittadino di Paese terzoLa stessa cosa nel diritto UE: chi non è cittadino dell'UnioneReg. 2016/399, art. 2
Regolarmente soggiornanteChi ha un permesso o carta valida, o la ricevuta di una domanda di rilascio o rinnovo, o un visto nei termini, o è cittadino UE iscrittoArt. 5 TUI; Corte cost. e Cass. sulla ricevuta
Irregolare (soggiorno irregolare)Chi «fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni» del TUI: senza visto, oltre i termini, con permesso scaduto senza rinnovo, revocato o annullatoArt. 10-bis, art. 13 c. 2 TUI
Richiedente protezione internazionale / richiedente asiloChi ha manifestato la volontà di chiedere protezione e la cui domanda non è ancora decisa in via definitivaArt. 2 D.Lgs. 25/2008; reg. 2024/1348
RifugiatoChi «temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole… avvalersi della protezione di tale Paese»; lo status è riconosciuto dalla CommissioneArt. 1A Conv. Ginevra; art. 2 D.Lgs. 251/2007
Protezione sussidiariaPer chi non è rifugiato ma correrebbe «un rischio effettivo di subire un grave danno» (condanna a morte, tortura, minaccia da conflitto armato)Artt. 2 e 14 D.Lgs. 251/2007
Protezione specialeIl permesso italiano per chi non può essere rimandato (art. 19 c. 1 e 1.1) senza avere le due protezioni internazionaliArt. 32 c. 3 D.Lgs. 25/2008
Protezione temporaneaLa protezione collettiva decisa dal Consiglio UE per afflussi massicci (oggi gli ucraini)Dir. 2001/55; D.Lgs. 85/2003
Protezione internazionaleL'insieme di status di rifugiato e protezione sussidiariaArt. 2 D.Lgs. 251/2007
Apolide«Una persona che nessuno Stato considera come suo cittadino»Art. 1 Conv. New York 1954
Minore straniero non accompagnatoIl minore «che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato…, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili»Art. 2 L. 47/2017
Soggiornante di lungo periodoIl titolare del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (cinque anni, reddito, lingua), a tempo indeterminatoArt. 9 TUI; dir. 2003/109
Familiare di cittadino dell'UnioneConiuge, partner registrato, discendenti sotto i 21 o a carico, ascendenti a carico (e gli «altri familiari» agevolati)Artt. 2-3 D.Lgs. 30/2007
EspulsioneIl provvedimento che obbliga a lasciare il territorio: del Ministro (ordine pubblico), del Prefetto (irregolarità, pericolosità), del giudice (misura di sicurezza, sanzione)Artt. 13, 15, 16 TUI
RespingimentoIl rifiuto d'ingresso alla frontiera, o il respingimento «differito» del questore per chi è fermato subito dopo l'ingresso o soccorsoArt. 10 TUI
TrattenimentoLa privazione della libertà in un centro (CPR, punti di crisi, strutture di frontiera) per eseguire il rimpatrio o durante una procedura, con convalida del giudiceArt. 14 TUI; art. 6 D.Lgs. 142/2015
RimpatrioIl ritorno nel Paese d'origine o di transito, forzato (accompagnamento) o volontario (assistito)Artt. 13, 14-ter TUI; dir. 2008/115
Nulla ostaL'autorizzazione preventiva dello Sportello unico (al lavoro, al ricongiungimento) o della Questura (autonomo), che precede il vistoArtt. 22, 24, 26, 27, 29 TUI
Contratto di soggiornoL'atto tra datore e lavoratore con alloggio e viaggio di ritorno, presupposto del primo permesso per lavoroArt. 5-bis TUI
Accordo di integrazioneL'impegno a crediti (lingua, civica) firmato al primo permesso da chi ha più di sedici anniArt. 4-bis TUI; DPR 179/2011
Paese di origine sicuroIl Paese designato (per legge italiana o regolamento UE) in cui in generale non c'è persecuzione: la domanda è esaminata in accelerata con onere invertitoArt. 2-bis D.Lgs. 25/2008; reg. 2024/1348

Le parole che la legge non usa

Extracomunitario. Nato negli anni Ottanta per dire «non della Comunità europea», è oggi impreciso: la Comunità non esiste più, i romeni e i bulgari (i più numerosi tra gli stranieri) sono comunitari, gli svizzeri e i norvegesi sono «extracomunitari» ma hanno la libera circolazione, i britannici lo sono diventati. La legge dice «straniero» o «cittadino di Paese terzo»; la parola sopravvive nei moduli («lavoratori extracomunitari», art. 22 TUI la usa ancora in qualche comma) e nel linguaggio comune, con una sfumatura che spesso indica il colore della pelle più che il passaporto. Clandestino. Non è mai stata una categoria del Testo Unico (che parla di ingresso «sottraendosi ai controlli di frontiera», di soggiorno «irregolare», di stranieri «privi di permesso»); nel linguaggio giornalistico e politico designa chi è irregolare, ma evoca l'ingresso di nascosto via mare, mentre la maggior parte degli irregolari è entrata con un visto e ha perso il titolo, o ha chiesto asilo ed è stata respinta; e non è un reato «essere clandestini», è una contravvenzione l'ingresso o il soggiorno irregolare (art. 10-bis). L'Ordine dei giornalisti (Carta di Roma) ne sconsiglia l'uso. Profugo. Parola comune per chi fugge; nella legge italiana i «profughi» sono stati gli italiani rimpatriati dalle colonie e dall'Istria (L. 763/1981) e la parola non compare nel diritto d'asilo, che dice richiedente, rifugiato, titolare di protezione; usarla per gli ucraini con protezione temporanea o per i richiedenti asilo è comprensibile ma non dice quale titolo hanno. Migrante. È la parola delle scienze sociali e delle organizzazioni internazionali per chi si sposta, qualunque sia il motivo e lo status: non distingue il regolare dall'irregolare, il lavoratore dal richiedente, e per questo l'UNHCR la tiene distinta da «rifugiato» (che ha una protezione specifica) mentre l'OIM la usa per tutti; nel Testo Unico non c'è («migrante» compare in «Fondo asilo, migrazione e integrazione» e in atti recenti). Migrante economico. Usato per contrapporre chi cerca lavoro a chi cerca protezione; nella realtà le persone hanno motivi misti e la legge non lo conosce: conosce il lavoratore con nulla osta e il richiedente asilo, e chi chiede asilo senza averne i requisiti riceve un diniego, non un'etichetta. Sans papiers / undocumented. Francesismo e anglismo per gli irregolari, che sottolineano la mancanza di documenti e non la violazione; in italiano corretto: «senza permesso di soggiorno» o «irregolare». Badante. Parola comune per l'assistente familiare; il contratto collettivo dice «assistente a persone non autosufficienti», la legge «lavoratore domestico» e «addetto all'assistenza familiare». Vu' cumprà, marocchino (per chiunque africano), zingaro: parole del pregiudizio, che non descrivono nessuno status. Immigrato di seconda generazione. Chi è nato in Italia non è immigrato: è un cittadino straniero nato in Italia (fino ai diciotto anni, o alla cittadinanza) o un italiano.

Il gergo degli uffici e dei centri

  • Kit (kit postale): la busta con i moduli per chiedere il permesso alle Poste; cedolino o ricevuta: la ricevuta della raccomandata con il codice per seguire la pratica, che vale come titolo; fotosegnalamento o impronte: l'appuntamento in Questura; tesserino o card: il permesso elettronico (Il kit, La ricevuta).
  • Questura (Ufficio immigrazione): rilascia i permessi; Prefettura: ospita lo Sportello unico (SUI) per nulla osta e ricongiungimenti, la Commissione territoriale, le decisioni di espulsione e di revoca dell'accoglienza; Sportello unico e portale ALI: dove il datore chiede il nulla osta; Centro per l'impiego: dove si fa la DID e dove il datore verifica la disponibilità di lavoratori (Chi fa che cosa).
  • C3 (modello C3): il vecchio verbale della domanda d'asilo, oggi la formalizzazione; Commissione (CT): la Commissione territoriale che decide l'asilo; audizione o colloquio; diniego; Dublino (oggi AMMR): le regole su quale Stato esamina la domanda; dublinato: chi è rimandato nel Paese competente (Dublino e AMMR).
  • Hotspot o punto di crisi: il centro di primo sbarco e identificazione; screening o accertamenti: le verifiche del Patto; CAS: i centri di accoglienza straordinaria delle Prefetture; SAI (ex SPRAR): il sistema dei Comuni; CPR (ex CIE, ex CPT): i centri di trattenimento per il rimpatrio; Gjadër: il centro in Albania; procedura di frontiera (L'accoglienza, Il trattenimento).
  • Decreto flussi e click day: il DPCM con le quote e il giorno dell'invio; precompilazione; quota e fuori quota; conversione: il cambio di motivo del permesso; attesa occupazione: il permesso di chi ha perso il lavoro; casi speciali: la dicitura dei permessi degli artt. 18, 18-bis, 18-ter (Il decreto flussi, La conversione).
  • Carta di soggiorno: nel linguaggio comune il permesso di lungo periodo («ho la carta»); nella legge di oggi la carta è quella dei familiari di cittadini UE; permesso illimitato o a tempo indeterminato: il lungo periodo (Il lungo periodo).
  • Schengen: lo spazio senza controlli alle frontiere interne (29 Stati); visto Schengen (C) e visto nazionale (D); EES: il registro elettronico di ingressi e uscite; ETIAS: l'autorizzazione di viaggio per chi non ha bisogno di visto (rinviata); SIS: il sistema con le segnalazioni; VIS: i visti; Eurodac: le impronte (Schengen, EES, ETIAS).
  • Sanatoria, regolarizzazione, emersione: la stessa cosa (Le regolarizzazioni); decreto sicurezza, decreto Cutro, Bossi-Fini: i nomi comuni delle leggi (Le fonti).

Le traduzioni che ingannano

In inglese asylum seeker è il richiedente e refugee il rifugiato riconosciuto, ma i media anglofoni usano refugee per tutti; undocumented e illegal immigrant corrispondono all'irregolare (il secondo è sconsigliato dalle stesse agenzie ONU); residence permit è il permesso di soggiorno e permanent residence il lungo periodo (che in Italia non si chiama «permanente»: solo la carta dei familiari UE lo è); visa è il visto e non il permesso — molti stranieri parlano di «visa» per dire permesso, e l'equivoco produce domande sbagliate; green card non esiste. In francese titre de séjour è il permesso, sans papiers l'irregolare, demandeur d'asile il richiedente; in spagnolo residencia (permesso) e arraigo (la regolarizzazione individuale spagnola, che l'Italia non ha: chi cerca l'«arraigo» italiano cerca qualcosa che non esiste, Uscire dall'irregolarità); in arabo e in altre lingue le parole per «permesso», «carta», «visto» e «contratto» sono spesso una sola. Le pagine di questo sito usano le parole della legge e, quando serve, quelle comuni tra virgolette; l'indice A-Z rimanda dalle parole alle pagine.

Fonti

D.Lgs. 286/1998, artt. 1, 4-bis, 5, 5-bis, 9, 10, 10-bis, 13, 14, 14-ter, 15, 16, 18-18-ter, 19, 22, 24, 26, 27, 29; D.Lgs. 251/2007, artt. 2, 14; D.Lgs. 25/2008, artt. 2, 2-bis, 32; D.Lgs. 142/2015, art. 6; D.Lgs. 30/2007, artt. 2-3; D.Lgs. 85/2003; L. 47/2017, art. 2; Convenzione di Ginevra 1951, art. 1A; Convenzione di New York 1954, art. 1; regolamento (UE) 2016/399, art. 2; direttive 2001/55, 2003/109, 2008/115; L. 26 dicembre 1981, n. 763 (profughi); Carta di Roma (Ordine dei giornalisti-FNSI, 2008); UNHCR, «Rifugiati e migranti: domande frequenti». Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.