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Studiare · Spiegazione

Corsi post-laurea, master, dottorato e altri percorsi

Non tutti gli studenti stranieri fanno una laurea: molti arrivano per un dottorato, un master, una specializzazione medica, un conservatorio, un ITS, un corso di lingua, un tirocinio. Per ciascuno la legge indica un visto e un permesso, spesso con alternative — il dottorando può essere «studente» o «ricercatore», con conseguenze diverse per la famiglia e per il dopo. Questa pagina mette in fila i percorsi con le regole che li governano.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  1. Dottorato: due vie. Il visto per studio con la preiscrizione su Universitaly (il dottorato è tra i corsi della procedura MUR) e il permesso per studio (venti ore di lavoro, rinnovo con la verifica annuale, «rinnovabile per conseguire… il dottorato di ricerca per la durata complessiva del corso, rinnovabile per un anno», art. 46 c. 4 DPR 394); oppure il permesso per ricerca (art. 27-ter) se l'università lo inquadra con una convenzione di accoglienza — più favorevole: famiglia subito, niente venti ore, permesso di 9-12 mesi dopo, lungo periodo pieno.
  2. Master universitari (I e II livello) e scuole di specializzazione: visto per studio con la preiscrizione; per i medici in formazione specialistica il contratto di formazione dà un permesso per studio (o, secondo alcune Questure, per lavoro) con la borsa che copre i mezzi.
  3. ITS Academy, formazione superiore, AFAM, istruzione secondaria per maggiorenni: visto e permesso per studio per «maggiori di età ammessi a frequentare corsi di studio negli istituti di istruzione secondaria superiore, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, percorsi di istruzione tecnica superiore e corsi di formazione superiore» (art. 39-bis, comma 1, lett. a), senza contingente.
  4. Formazione professionale e tirocini extracurriculari: nel contingente triennale del Ministero del Lavoro (art. 39-bis, comma 1, lett. b, n. 1); i tirocini curriculari di ITS, istituzioni di formazione superiore e percorsi per l'accesso alle professioni ordinistiche e i tirocini dei programmi UE «non sono soggetti al contingentamento» (n. 2), con una convenzione di formazione (comma 1-bis).
  5. Per tutti: mezzi (10.179,85 € l'anno), alloggio, assicurazione o SSN volontario, lingua secondo il corso; il permesso per studio consente le venti ore e la conversione fuori quota; dopo il titolo, il permesso per ricerca lavoro di 9-12 mesi vale per «il dottorato o il master universitario ovvero la laurea…, o il diploma accademico… o il diploma di tecnico superiore» (art. 39-bis.1).

Il dottorato: studente o ricercatore

Il dottorando straniero è ammesso per concorso dall'università; con la lettera di ammissione si preiscrive su Universitaly nella categoria «dottorato» e chiede il visto per studio (Il visto per studio): i mezzi sono coperti dalla borsa di dottorato (intorno ai 1.200 € netti al mese, sopra la soglia annua di 10.179,85 €) o, per i dottorandi senza borsa, da risorse proprie; il permesso per studio dura l'anno ed è rinnovato «per conseguire… il dottorato di ricerca per la durata complessiva del corso, rinnovabile per un anno» (art. 46, comma 4, DPR 394/1999), con la «verifica di profitto» che per il dottorato è il passaggio d'anno approvato dal collegio; consente le venti ore di lavoro (la didattica integrativa, i tutorati, un part-time) e si converte in lavoro fuori quota. L'alternativa è il permesso per ricerca dell'art. 27-ter: se l'università — che è un istituto iscritto all'elenco del MUR — firma con il dottorando una convenzione di accoglienza che qualifica il dottorato come attività di ricerca con «risorse mensili… sufficienti» (la borsa) e presenta la domanda di nulla osta allo Sportello unico, il dottorando entra con il visto per ricerca e ha il permesso «ricercatore» per la durata del programma (tre o quattro anni in un solo rilascio), senza limiti orari, con il ricongiungimento immediato del coniuge e dei figli senza alloggio idoneo, con l'esenzione dal test di lingua per il lungo periodo, con il tempo che conta per intero, e alla fine con il permesso di 9-12 mesi per cercare lavoro e la conversione (Il visto per ricerca). Il D.Lgs. 71/2018, che ha attuato la direttiva 2016/801, ha esteso la nozione di ricercatore ai dottorandi; molte università lo offrono a chi ha la borsa, altre restano sullo studio per semplicità amministrativa: chiedere all'ufficio dottorati quale procedura usa, perché la differenza per chi ha una famiglia è grande. Il dottorando che ha già il permesso per studio può passare al permesso per ricerca con la convenzione, «in esenzione di visto» (art. 27-ter, comma 9). I dottorandi dei programmi europei (Marie Skłodowska-Curie, Erasmus Mundus) con contratto di lavoro dall'università sono ricercatori a tutti gli effetti.

Master, specializzazioni, medici in formazione

I master universitari di primo e secondo livello (60 crediti, un anno) e i corsi di perfezionamento sono nella procedura MUR: preiscrizione, visto per studio, permesso per studio annuale con le regole comuni (mezzi, alloggio, assicurazione, venti ore); il master è tra i titoli che danno il permesso per ricerca lavoro (art. 39-bis.1: «il dottorato o il master universitario»). Le scuole di specializzazione non mediche (professioni legali, psicoterapia, beni culturali, veterinaria) seguono le stesse regole, con il permesso «ulteriormente rinnovato per conseguire il titolo di specializzazione… per la durata complessiva del corso» (art. 46, comma 4). I medici in formazione specialistica hanno un contratto di formazione con l'università (circa 26.000 € lordi l'anno) e la specializzazione dura da tre a cinque anni: il visto è per studio (specializzazione) con la preiscrizione, e il permesso per studio è rinnovato per la durata; alcune Questure rilasciano un permesso per lavoro sulla base del contratto, ma il contratto di formazione non è un rapporto di lavoro subordinato (D.Lgs. 368/1999) e il permesso corretto è per studio; i medici stranieri devono avere il riconoscimento della laurea e l'abilitazione per accedere alla specializzazione (il concorso nazionale richiede l'iscrizione all'albo) (Le professioni sanitarie). Il permesso dello specializzando consente le venti ore fuori dalla formazione (le guardie e le sostituzioni sono lavoro e vanno nei limiti) e si converte in lavoro con un contratto ospedaliero.

ITS, AFAM, formazione superiore, scuole

L'art. 39-bis apre il visto per studio, senza contingente, ai «maggiori di età ammessi a frequentare corsi di studio negli istituti di istruzione secondaria superiore, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, percorsi di istruzione tecnica superiore e corsi di formazione superiore» (comma 1, lett. a): gli ITS Academy (biennali, tecnici superiori, con il diploma che dà il permesso per ricerca lavoro), i corsi di formazione superiore delle istituzioni accreditate, gli istituti di istruzione secondaria per i maggiorenni che vogliono un diploma italiano (serale, per adulti, licei internazionali), con la lettera di ammissione dell'istituto (autorizzato dal Ministero ad accogliere studenti non UE per i tirocini e riconosciuto), i mezzi, l'alloggio, l'assicurazione. Le istituzioni AFAM (conservatori, accademie di belle arti, ISIA, accademie di danza e arte drammatica) sono nella procedura MUR come le università: preiscrizione su Universitaly con l'esame di ammissione (spesso a distanza), visto per studio, permesso per studio con i «diplomi accademici» di primo e secondo livello che valgono come laurea per il ricerca lavoro (art. 39-bis.1). I corsi di lingua italiana presso università per stranieri, scuole riconosciute e istituti di cultura: visto C gratuito fino a 90 giorni; oltre, visto D per studio con l'iscrizione a un corso con frequenza obbligatoria (venti ore settimanali), mezzi, alloggio, assicurazione; il permesso per studio di questo tipo si rinnova con la frequenza attestata e non oltre la durata del corso, consente le venti ore e — con più resistenza delle Questure — la conversione.

Formazione professionale, tirocini, programmi

I «corsi di formazione professionale e tirocini extracurriculari» sono ammessi «nell'ambito del contingente triennale stabilito con decreto del Ministro del lavoro» (art. 39-bis, comma 1, lett. b, n. 1): il DM 28 giugno 2023 per il 2023-2025 (7.500 + 7.500) e il decreto successivo per il 2026-2028; i corsi devono essere di enti accreditati dalle Regioni, con la lettera di ammissione, e il visto per studio-formazione dà il permesso per studio con la conversione fuori quota alla fine (I tirocini). Fuori dal contingente, per legge, i tirocini curriculari: «tirocini curriculari compresi nell'ambito di percorsi di istruzione tecnica superiore e formazione superiore, promossi da istituzioni di formazione superiore, istituti di istruzione tecnica superiore, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale; periodi di pratica professionale nonché tirocini previsti per l'accesso alle professioni ordinistiche; tirocini transnazionali realizzati nell'ambito di programmi comunitari per l'istruzione e la formazione superiore. I tirocini di cui al presente numero non sono soggetti al contingentamento» (n. 2), con «la convenzione di formazione tra l'istituzione formativa inviante, l'ente ospitante e il tirocinante» che contiene programma, obiettivi, durata, supervisione, ore, «le risorse messe a disposizione dei richiedenti per la permanenza e per le spese di vitto e alloggio, le spese per il viaggio di ritorno, la stipula di una polizza assicurativa per malattia» (comma 1-bis): il praticante avvocato o commercialista straniero che fa il tirocinio per l'esame di Stato, lo studente di un ITS in stage, il tirocinante Erasmus+ traineeship. I programmi europei — Erasmus Mundus, Erasmus+ per le mobilità, i programmi congiunti — hanno la corsia della direttiva 2016/801: lo studente ammesso in un altro Stato membro con l'autorizzazione di quello Stato viene in Italia per la parte italiana del programma senza visto né permesso italiano, con la dichiarazione di presenza (art. 39, comma 4-bis; La mobilità UE).

Le regole comuni e il dopo

Per tutti i percorsi valgono i mezzi (10.179,85 € l'anno, dalla borsa, dal contratto, dalla famiglia), l'alloggio, l'assicurazione o il SSN volontario (700 € per gli studenti), la lingua richiesta dal corso (B2 per l'università; per i corsi di lingua nessuna), il permesso per studio con le venti ore e i rinnovi legati al profitto, la conversione fuori quota prima della scadenza (Il permesso per studio). Il dopo dipende dal titolo: il permesso per ricerca lavoro di 9-12 mesi spetta a chi «ha conseguito in Italia il dottorato o il master universitario ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica, o il diploma accademico di primo livello o di secondo livello o il diploma di tecnico superiore» (art. 39-bis.1) — non a chi finisce un corso di lingua, di formazione professionale o una scuola secondaria, che hanno solo la conversione prima della scadenza; la Carta blu per chi ha un'offerta qualificata (il master e il dottorato sono titoli pieni), il permesso per ricerca per chi resta nella ricerca (Dopo la laurea, I ricercatori). Il tempo da studente non conta per il lungo periodo; quello da ricercatore sì.

Fonti

D.Lgs. 286/1998, artt. 5 (comma 3, lett. c), 6 (comma 1), 27-ter, 39 (commi 4-bis, 5), 39-bis (commi 1, 1-bis), 39-bis.1; DPR 394/1999, artt. 14 (comma 4), 44-bis, 46 (comma 4); D.Lgs. 11 maggio 2018, n. 71 (direttiva 2016/801); DM Lavoro 28 giugno 2023 (contingente); D.Lgs. 368/1999 (medici in formazione specialistica); L. 99/2022 (ITS Academy); MUR, Procedure per gli studenti internazionali 2026-2028; L. 213/2023, art. 1, comma 240. Verificato il 20 settembre 2026.

Dove chiedere aiuto

Questo sito spiega. Non rappresenta nessuno e non risponde a nessuno.

Non ha un telefono e non risponde ai singoli casi. Chi ha bisogno di una persona che se ne occupi trova qui i canali ufficiali, che sono gli stessi per tutti:

  • La Questura della provincia in cui vivi — l'Ufficio immigrazione rilascia e rinnova i permessi; lo stato della pratica si controlla sul Portale Immigrazione (portaleimmigrazione.it) con il numero della ricevuta postale; gli uffici e gli orari sono su poliziadistato.it.
  • Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura — nulla osta al lavoro e al ricongiungimento, contratto di soggiorno, accordo di integrazione; il portale delle domande è nullaostalavoro.dlci.interno.it e i temi sono spiegati su interno.gov.it e integrazionemigranti.gov.it.
  • Gli istituti di patronato — assistenza gratuita per kit, INPS e pratiche; l'elenco degli istituti riconosciuti è pubblicato dal Ministero del Lavoro (lavoro.gov.it).
  • Gli ordini degli avvocati — l'albo nazionale del Consiglio nazionale forense (consiglionazionaleforense.it) dice chi è davvero un avvocato; presso ogni ordine si chiede il patrocinio a spese dello Stato.
  • Il numero verde antitratta 800 290 290 e i servizi in Italia di UNHCR (unhcr.org/it) e OIM (italy.iom.int) per chi chiede protezione o vuole tornare a casa con un programma assistito.

La pagina Aiuto gratuito spiega che cosa fa ciascuno di questi sportelli e come riconoscere chi chiede soldi per un modulo gratuito.